“Wake up” – Rocco Hunt risveglia le coscienze a ritmo di funk

rocco hunt

Dopo la vittoria tra le Nuove Proposte nel 2014, Rocco Hunt è tornato al Festival di Sanremo gareggiando tra i Big con “Wake up”, un brano di denuncia sociale rivolto ai giovani italiani, soffocati da un futuro avido di prospettive, dall’assenza di un lavoro, dalla sfiducia nello Stato.

“Bisogna lottare contro un sistema che non ci dà molto, contro il lavoro che manca, contro l’indifferenza dello Stato verso il Sud” – ha dichiarato Hunt in alcune interviste.

Il ritmo funk e il dialetto si fondono per regalare esplosività al brano, che fin dalla sua presentazione sul palco dell’Ariston ha trasmesso energia positiva al pubblico, facendolo ballare, ma anche riflettere.

Questa generazione non vi crede,
Perché un futuro vero non si vede.
Lo stato non ci sente, specialmente a noi del Sud.
Un lavoro manca sempre, per fortuna abbiamo il groove.

Quando si affrontano temi sociali si rischia di scadere nella banalità, e la reiterazione dei problemi legati alla crisi può facilmente essere scambiata per un tentativo di abbindolare le coscienze ai fini del televoto, più che destarle dal torpore dell’arretratezza.

Critiche che hanno inevitabilmente coinvolto anche Rocco Hunt, e alle quali ha risposto con umiltà e determinazione: Dov’era lo Stato quando mi alzavo la mattina e facevo il pescivendolo a 16 anni? Dov’era quando mio padre a casa doveva guardare il frigorifero vuoto? E dov’è oggi quando tutti i miei amici fanno i portantini delle pizzerie per 20 euro al giorno?

E così l‘attacco alla politica e all’assenteismo dello Stato, si fa autobiografico e reale, permettendo a disoccupati e giovani inoccupati/sfruttati di riconoscersi nel testo della canzone.

Questa generazione non vi crede,
Perché un futuro vero non si vede.
Lo stato non ci sente, specialmente a noi del Sud.
Un lavoro manca sempre, per fortuna abbiamo il groove.
E anche se sto palazzo mo’ cade a pezzi a’ signor’ vo’ semp’ ‘e sold,
E preghiamo ogni giorno sperando ca’ nun se esaurisce a pension’ do’ nonn’.

Questa generazione ha ancora sete, nonostante voi che c’illudete.
Ed alzasse la mano chi non ha futuro
Chi lavora sempre ma non sta sicuro.

Voi parlate di futuro e intanto cade un’autostrada.
E nei programmi il pomeriggio imbambolate quest’Italia.

Lo stipendio non arriva, tutti i mesi fa’ ritardo.
Noi con la partita Iva, moriremo qua aspettando.
E anche se sto paese mo cade a pezzi, o’ guvern’ vo’ semp’ e sold’
E preghiamo ogni giorno sperando che per lavorare non amma ji o’ Nord. 

Le aspettative, i desideri, la voglia di realizzazione, si scontrano ogni giorno contro false illusioni, insicurezza, pretese surreali e zero gratificazioni. Ma Rocco ci invita a non arrenderci e a continuare a far sentire la nostra voce, che sia in una piazza o Sanremo non importa, l’importante è non smettere di urlare i propri diritti. Perché forse..

Un giorno saremo felici, quel giorno io spero che non sia lontano,
Non dimentico mai le radici, perché in questa terra c’è scritto chi siamo.
E che futuro avremo noi, cresciuti senza direzione,
Tutti dietro le tastiere, e mo’ chi a fa’ a rivoluzione.

Sveglia

“Wake Up” sarà inserito nell’edizione speciale di SignorHunt, l’album uscito a ottobre, che conterrà 8 inediti, tra cui la cover Tu Vuò Fà l’Americano di Renato Carosone, rivisitato in chiave funk in occasione della serata del Festival dedicata alle cover.

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