“Vorrei ma non posto” – la distorsione social fotografata da Fedez e J-Ax

vorrei ma non posto

Disco di platino in sole tre settimane, “Vorrei ma non posto” nasconde già nel gioco linguistico del titolo il suo sarcasmo semantico, scandito da una serie di situazioni-tipo dell’era internettiana, in cui ogni cosa comincia ad esistere solo quando viene mostrata sui social network, acquistando importanza in base al numero di like ricevuti. Ormai non riusciamo a muovere un passo senza la compagnia di un cellulare, affidando ai suoi scatti e alla sua memoria espandibile i nostri segreti, i nostri ricordi, l’intimità di ogni istante della quotidianità. 

E poi, lo sai, non c’è
un senso a questo tempo che non dà
il giusto peso a quello che viviamo
Ogni ricordo è più importante condividerlo
Che viverlo
Vorrei ma non posto

Ormai siamo così schiavi della tecnologia che non riusciamo più a cogliere la bellezza di un momento semplicemente vivendolo. Ogni cosa è legata all’apparenza, alla condivisione social, all’apprezzamento di sconosciuti da cui spesso elemosiniamo una reaction alla nostra pseudo felicità in vetrina. Abbiamo perso completamente il senso della realtà, trasferendo la nostra esistenza in una scatola di illusioni e falsi miti, pronti a eclissarsi nella straripante finzione social. E pronti a ritorcersi contro nei momenti più impensati.

E come faranno i figli a prenderci sul serio
con le prove che negli anni abbiamo lasciato su Facebook
Il papà che ogni weekend era ubriaco perso
E mamma che lanciava il reggiseno ad ogni concerto
Che abbiamo speso un patrimonio
Impazziti per la moda, Armani
L’iphone ha preso il posto di una parte del corpo
E infatti si fa gara a chi ce l’ha più grosso

Che spiegazioni e soprattutto che esempio daremo ai nostri figli quando avranno accesso al diario delle nostre follie grazie a facebook? Dove ci condurranno queste sterili manie di protagonismo? Tutto questo navigare senza trovare un porto? Le pose porno, i politici che perdono di vista la credibilità del loro ruolo, le priorità che non hanno più un nome ma una marca, le foto di minorenni ingenuamente spregiudicate in balìa di un mondo troppo superficiale e subdolo per averne una cura disinteressata. Temi scottanti, come l’estate che fa da sfondo al ritornello e al videoclip del brano.

E ancora un’altra estate arriverà
E compreremo un altro esame all’università
E poi un tuffo nel mare
Nazional popolare
La voglia di cantare tanto non ci passerà

Così l’amaro ritratto della società contemporanea cantato da J-Ax e Fedez lascia il posto al ritmo incalzante del brano, che nonostante la denuncia ironica sottesa alle strofe, è subito diventato un tormentone da 25 milioni di visualizzazioni, conquistando il disco di platino in sole tre settimane dalla sua uscita. La conferma che il potere dei social non conosce confini, nemmeno di fronte alla sua irriverente dissacrazione.

 

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