Un Tender da “Supereroi” con Il Pan del Diavolo

Undici marzo 2017 – Tappa fiorentina al Tender:club per il duo siciliano Il Pan del Diavolo, in tour con la presentazione di Supereroi, uscito il 17 febbraio per La Tempesta Dischi, il nuovo album con la partecipazione di Piero Pelù (che ha co-prodotto una buona parte del disco ed era tra il pubblico del live), Tre Allegri Ragazzi Morti, Vincenzo Vasi e Umberto Maria Giardini.

A quasi tre anni di distanza da “FolkRockaBoom“ Il Pan del Diavolo è tornato sulle scene con un progetto discografico più ricco e maturo, che fa della consapevolezza di questa crescita il motore stilistico e semantico dell’intero album.

“Scrivi, suona, registra” questo è stato il nostro lavoro per due anni e mezzo. Lavoravamo con lo stacanovismo di chi cerca costantemente qualcosa di nuovo, qualcosa di meglio rispetto al proprio lavoro del passato ma allo stesso tempo si è troppo coinvolti in prima persona per giudicare con distacco il risultato. Non eravamo più dei ragazzini colpiti da esplosioni e meteore di rabbia musicale. Tutto stava cambiando velocemente e aspettavamo il momento giusto per queste emozioni in trasformazione. Riuscire a rimettersi in gioco dopo le sperimentazioni del passato con quei pochi ingredienti che avevamo non era semplice. Da questo punto di vista il nostro deus ex machina è stato Piero Pelù, quando ha ascoltato le demo, non ha avuto dubbi, ha detto “avete fatto un altro discone ragazzi” così la sua convinzione ci ha dato una mano, era il momento giusto. Abbiamo iniziato a lavorare insieme in Toscana con una curva crescente di convinzione e consapevolezza.

Un’evoluzione che si è manifestata in tutta la sua energia e bellezza durante l‘intenso live al tender:club di Firenze, che ha visto Il Pan del Diavolo alternare vecchi e nuovi brani senza perdere l’autenticità della tempra che li ha sempre contraddistinti sul palco. Complici le importanti collaborazioni che hanno contribuito alla composizione della tracklist, il sound folkrock si è arricchito di una maggiore attenzione alla vocalità, portando il duo a esplorare quei ‘superpoteri’ che potessero perfezionare il loro indiscusso talento.

Da questo punto di vista il titolo dell’album ha una doppia valenza; infatti da un lato è il titolo di un brano dall’altro rappresenta la nostra convinzione che i supereroi non siano solo fra le pagine dei fumetti o nell’immaginazione ma fra di noi. Tutti abbiamo dei superpoteri sopiti e diluiti spesso dalla quotidianità ma proprio come nei film alcuni eventi scatenanti ci possono trasformare, possono risvegliare noi e le nostre qualità. Noi crediamo che questa forza sia la musica.

pan del diavolo

Attraversare tutte le città Sempre in fuga – parte proprio dal brano di apertura del nuovo album l’atteso live – ma con un buon autista si può fare di tutto, ed è un attimo raggiungere La finale di un Mondo al contrario, dove la confusione conforta e la luna guarisce e protegge da quello che non vorresti e da quello che non faresti mai. In un paese che crolla e cade a pezzi ci pensa la Donna dell’Italia a donare un bacio salvifico, mentre la Scimmia urlatore ha perduto la parola

devo cercare il meglio nelle persone
e non mi serve sapere dove lo trovo

Si salta sulle note di FolkRockaBoom, per poi Tornare da te dopo ore spese in macchina alla ricerca di un pretesto per ricomparire anche quando c’è il rischio di un temporale. Ma

Come il sogno guida il sonno
anche la vita riserva
ancora qualche sorpresa
anche lei è un sogno
una cascata di istinti che non riesco a far stare zitti
e ci rialziamo solo quando sconfitti
non sappiamo se mostrare i denti
mentre gli altri sembrano sempre così contenti

e l’amore che porti paga i conti che ti lasci addosso
e l’amore che porta spinge in luoghi che non conosci

Con la dolcezza e anche un po’ l’amaro si vola in Messico per lasciarsi il passato alle spalle e planare sulle Strisce di un amore pericoloso, per poi vedere l’Aquila solitaria rispiccare il volo verso la possibilità di una rinascita che annulli la paura di guardare il sole dritto negli occhi e provare sentimenti.

Vivere fuggendo chiedendosi chi sta sbagliando cosa e dirigendosi dritto verso il meraviglioso sud del Mar Mediterraneo, mentre notti insonni fanno a pezzi e riducono all’osso. Una breve sosta sospende questo intenso viaggio di musica ed emozioni, per poi percorrere l’ultimo tratto di strada finalmente Liber(i) e a Gravità zero.

Una performance che ha tenuto incollato il pubblico al palco dall’inizio alla fine del concerto (durato quasi due ore), senza farsi distrarre nemmeno dalla presenza di Piero Pelù, anche lui nella sala insieme ai fan. Pochi intermezzi di parole hanno interrotto l’esecuzione dei brani, e tutti per ringraziare i presenti. Un esempio di umiltà e genuinità per un live essenziale ma mai banale, a dimostrazione che si può maturare e trasformarsi senza perdere la purezza della propria identità artistica.

La musica ti aiuta a fare quello che fai

supereroi disillusi e con gli occhi rossi
sopra di noi forse qualcuno potrà sentirci
grida chi sei
a un universo aperto ai nostri sogni

Foto in copertina di Niska Tognon

 

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