“Un giorno mi dirai” – Gli Stadio e l’imprescindibilità del rapporto padre/figlia

“Per noi la musica è tutto. È la nostra vita.”, così gli Stadio hanno commentato la vittoria della 66esima edizione del Festival di Sanremo con l’emozionante brano: “Un giorno mi dirai”. Una canzone d’amore, che indaga nel complicato rapporto tra un padre e una figlia, fatto di affetto e dialogo, ma anche di incomprensioni e lacrime, di privazioni taciute e consigli da interiorizzare nel tempo e negli abbracci.

Un giorno ti dirò
Che ho rinunciato alla mia felicità per te
E tu riderai, riderai, tu riderai di me
Un giorno ti dirò
Che ti volevo bene più di me
E tu riderai, riderai, tu riderai di me

E mi dirai che un padre
Non deve piangere mai
Non deve piangere mai
E mi dirai che un uomo
Deve sapere difendersi…

Un legame profondo, che va oltre ogni necessaria rinuncia, resistendo immutato alle intemperie della vita e del divario generazionale.

Un giorno ti dirò
Che ho rinunciato agli occhi suoi per te
E tu non capirai, e mi chiederai… «perché»?

Un giorno mi dirai
Che un uomo ti ha lasciata e che non sai
Più come fare a respirare, a continuare a vivere
Io ti dirò che un uomo
Può anche sbagliare lo sai
Si può sbagliare lo sai
Ma che se era vero amore
È stato meglio comunque viverlo 

Ma tu non mi ascolterai
Già so che tu non mi capirai
E non mi crederai
Piangendo tu
Mi stringerai

Un componimento intenso, che trasmette la complessità del sentimento di amore per i figli con la semplicità del sound ‘chitarra e voce’ del gruppo bolognese. Curreri in conferenza stampa ha svelato che ‘Un giorno mi dirai’, era stata esclusa dalla rosa dei Big in gara nell’edizione 2015 proprio per la mancanza di identità musicale del pezzo.

Il provino non aveva il sound Stadio. Il testo era lo stesso, ma il suono non era costruito come nella versione di quest’anno. Nel frattempo ha preso forma anche un concept album di inediti. Per noi essere venuti quest’anno è stato veramente importante.

Ed in effetti questa vittoria arriva dopo diverse delusioni legate al palco dell’Ariston. Cinque partecipazioni, e per due volte, nel 1984 e nell 1986, si classificarono addirittura ultimi.

Abbiamo ritrovato un’energia e una forza che avevamo. Quando suonavamo con Dalla, Walter Veltroni disse che era accompagnato dai Rolling Stones, perché noi abbiamo sempre avuto quella forza musicale, nelle nostre corde.

ha dichiarato Curreri. Premio della serata Cover con “La sera dei miracoli” di Lucio Dalla, Premio “Giancarlo Bigazzi” per la miglior musica, Premio Sala Stampa radio-tv “Lucio Dalla” – questa la ricca serie di riconoscimenti collezionati in questa 66esima edizione del Festival.

Abbiamo guadagnato quel briciolo di autostima in più che ci era mancato.

ha commentato Giovanni Pezzoli.

Un ringraziamento più intimo e personale arriva invece dal bassista Roberto Drovandi:

Dedico questa vittoria a mio padre, a mia moglie e ai miei due figli, perché un anno fa ero in un letto di ospedale e pensavo che sarebbe stata l’ultima volta che vedevo Sanremo. Mai dare nulla per scontato nella vita.

Un brano che parte dal dialogo padre-figlia per trasformarsi in coro da “Stadio”, in simbolo di 30 anni di carriera di un gruppo che ha messo sempre la musica al primo posto, a prescindere dalla posizione in classifica.

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