Tra Sanremo e il nuovo EP, una chiacchierata con Eterea

eterea

I suoi capelli verdi non passano inosservati, ed è così che riconosco Claudia Lanzetta, in arte Eterea, sul palco di Casa Sanremo 2016. La giovane cantautrice napoletana aveva precedentemente superato le selezioni di Casa Sanremo in Tour, esibendosi davanti a una giuria speciale con a capo Roby Facchinetti. Ed ora eccola qui, insieme a Pasquale Palomba, portare in scena la sua sensibilità artistica a due passi dall’Ariston.

Eterea nasce nel 2013 come progetto di cover ed inediti arrangiati con la loop station, per poi aprirsi a nuove sonorità durante la registrazione del primo EP a marzo 2014. Da allora Eterea, accompagnata dalla sua band, mette in scena un live rock caratterizzato da atmosfere suggestive, in grado di far emergere la sua dimensione interiore.

  • Casa Sanremo, un posto che racchiude un mondo per tutti gli artisti che passano di qui, cosa ha rappresentato per te questa esperienza?

La nostra avventura è partita dal concorso di Casa sanremo in Tour. Abbiamo mandato il materiale sotto consiglio di un amico senza nessuna aspettativa. Quando abbiamo saputo della partecipazione al contest siamo stati felici. Arrivare fino a qui ci ha reso felicissimi. Certo, lo spazio dedicato agli artisti emergenti è molto ristretto, ma è comunque una vetrina importante. Ci siamo esibiti sia a Casa Sanremo che nella casetta antistante il Palafiori, ed è stato molto bello stare a stretto contatto con le persone che si fermavano ad ascoltarci per la prima volta.

  • Casa Sanremo è una vetrina importante, seppur legata ad un contest musicale. Cosa pensi di questa modalità di partecipazione e delle opportunità offerte dai talent? Se arrivasse una proposta?

Dipende dalla proposta. Il talent ha i suoi pro e i suoi contro, quello che mi spaventa di più è di dover sottomettere la mia arte al volere degli altri, perché anche con Sanremo abbiamo visto artisti sottostare a musiche e testi imposti. Ad esempio Francesca Michielin si è fatta conoscere ad X Factor come cantautrice, si è sempre esibita al pianoforte. Insomma tante qualità e ora si presenta al Festival con una canzone composta da altri.

Quindi sorgono spontanei dei dubbi. Quanto è apparenza e quanto è sostanza? Non mi piace che i talent siano diventati l’unica strada per proporti alla case discografiche, è come se si fosse smarrito il percorso naturale di crescita e di scalata al successo.

Non lo so, non so fino a che punto possa essere un’esperienza positiva, dipende dalla grandezza dei compromessi. È un mondo che ho sperimentato poco. Il talent che apprezzo di più resta X Factor, l’unico per cui ho fatto un provino. Poi è anche vero che ci sono i circuiti alternativi da valutare, come il teatro, che ti permettono ugualmente di fidelizzare il pubblico e crearsi un proprio spazio.

  • C’è qualche canzone di quelle in gara al Festival che ti ha colpito particolarmente?

Ho trovato geniale il pezzo di Elio e le Storie Tese, ma ci sono tanti altri brani che mi hanno incuriosita. Per ora i miei preferiti restano quelli di Dolcenera ed Arisa. Ma non vedo l’ora di ascoltare il brano dei Bluvertigo. Il mio background artistico mi lega molto anche agli ospiti italiani che si esibiranno sul palco del Festival, sono delle figure di riferimento per la mia carriera.

  • Progetti nell’immediato futuro? 

Abbiamo girato da poco il videoclip ufficiale del singolo che farà parte del nostro secondo EP. Quindi ci divideremo tra canzoni nuove e registrazioni in studio. Per adesso siamo autoprodotti, quindi cerchiamo l’aiuto di qualcuno che possa indirizzare il nostro progetto discografico nella direzione giusta. L’energia c’è, bisogna solo incanalarla.

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