Siberia – riuscire a cogliere le sfumature della “Gioia”

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S’intitola “Gioia” ed anticipa l’album d’esordio dei Siberia, “In un sogno è la mia patria”, in uscita ad aprile per Maciste Dischi,

Siamo una band che non risparmia cupezza e nevrosi. Ma la vita non è di un colore solo e c’è lo spazio per una canzone autenticamente leggera.

così i Siberia hanno annunciato la pubblicazione del videoclip di “Gioia”.

La giovane band livornese, nata nel 2010, prende il nome dall’immaginario evocato dal libro di Nicolai Lilin “Educazione siberiana”, che da sempre ha accumunato i membri del gruppo e il loro modo di fare musica. Il loro sound è elegante ed aristocratico, un connubio equilibrato tra l’esasperazione new wave e la dolcezza del cantautorato italiano.

Lo scorso autunno hanno preso parte alle selezioni di “Sanremo Giovani” proprio con la canzone “Gioia”, ma il loro percorso si è fermato a un passo dall’Ariston, durante la fase finale in diretta su Rai 1 il 27 novembre. Nello stesso anno è iniziata anche la collaborazione con il produttore & manager Andrea Rodini (Renzo Rubino).

L’estetica musicale e la lirica dei Siberia non hanno nulla di ironico o sarcastico: rimangono sempre serie, nella loro cupezza drammatica, così come nello slancio e nella felicità dei momenti più splendenti, che non mancano. Ed infatti “Gioia”, pur non rinunciando agli ordinari conflitti interiori, esprime un messaggio di serenità, un invito a cogliere il piacere senza farsi bloccare dalla propria timidezza.

Il brano è stato composto dal frontman del gruppo, Eugenio Sournia, sei anni fa, tra i banchi di scuola. Il testo, probabilmente frutto dell’ispirazione immediata di un momento di felicità, è un’invocazione alla leggerezza. Una leggerezza ponderata, vissuta con la diffidenza di chi non riesce ad eludere i sospetti che si insinuano nel cuore al contatto con la dolcezza.

La limpida allegria della giovinezza illumina le fragilità, oscurando ogni malinconia. Ma la gioia è una luce intermittente che può spegnersi da un momento all’altro, un istante troppo labile e ricco d’insidie per essere apprezzato nella sua interezza.

Oh gioia tu sei solo un attimo
io sono sempre, e io sono sempre
così timido
nel saperti cogliere

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