L’involuzione dell’uomo moderno – Francesco Gabbani e la provocatoria “Occidentali’s karma”

gabbani

Quante volte abbiamo provato ad emulare le tradizioni orientali alla ricerca della pace interiore senza riuscirci? Beh, il brano presentato da Francesco Gabbani alla sua prima partecipazione da Big a Sanremo, ironizza proprio sui tentativi mai riusciti di fare propria una cultura che non ci appartiene.

Con Occidentali’s karma Gabbani ha riportato sul palco dell’Ariston l’energia e la carica travolgente che solo un anno fa gli hanno permesso di conquistare il primo posto nella categoria “Nuove proposte” con il brano “Amen” (QUI la mia intervista —> http://chiaranoica.it/francesco-gabbani-dimenticare-tutto-con-un-amen-intervista/). Una satira irriverente in chiave disco-pop con tanto di balletto per denunciare le ostentazioni della nostra generazione, sempre più legata alle mode e all’apparenza che alla difesa della propria identità e al rispetto delle tradizioni altrui.

Essere o dover essere
Il dubbio amletico
Contemporaneo come l’uomo del neolitico.
Nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo.
Intellettuali nei caffè
Internettologi
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.

L’intelligenza è démodé
Risposte facili
Dilemmi inutili.
AAA cercasi (cerca sì)
Storie dal gran finale
Sperasi (spera sì)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain.

Già dalla prima strofa si palesa l’associazione di paradossi sarcastici che reggeranno l’intera struttura del brano, tutto giocato sulla continua contrapposizione tra lo sforzo innaturale dell’uomo di stare al passo con il progresso e le controindicazioni involutive che lo stesso comporta. Così, nel tentativo di perfezionarsi, l’umanità non fa altro che banalizzare ogni mutamento, ridicolizzandone le potenzialità e mettendole al servizio del bisogno di (di)mostrare il generalismo delle proprie qualità attraverso il web. Qualità misurate solo in funzione dell’immagine che un selfie restituisce di sé, senza necessariamente trovare conferma nella realtà delle azioni. L’intelligenza, in un contesto così mediocre e prevedibile, diventa superflua ed indiscreta, a favore dell’insignificanza e insensatezza generale della contemporaneità.

Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.

Ed ecco che sul ritornello la caduta incalza la regressione, fino all’entrata in scena, nel testo e nel balletto che accompagna il brano dal vivo, di una scimmia nuda. Essa rappresenta l’interscambiabilità tra l’uomo e il suo antenato peloso, e Gabbani mette in scena questo decadimento con ironia e “profonda leggerezza”, presentandosi lui stesso vestito da scimmia sul palco dell’Ariston.

Piovono gocce di Chanel
Su corpi asettici
Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.
Tutti tuttologi col web
Coca dei popoli
Oppio dei poveri.

Quando la vita si distrae cadono gli uomini.
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia si rialza.
Namasté Alé

Gabbani ci offre quindi un modo di osservare la modernità da una prospettiva semantica solo apparentemente disimpegnata, ma che nasconde tantissimi spunti di riflessione nel suo frullato di surrealtà ed ossessioni con cui l’uomo scimmiotta continuamente se stesso.

Ma quanti dei tuttologi che lo hanno votato hanno colto la doppia natura del brano e quanti ne hanno invece confermato le tesi? Ai balletti postati su internet l’ardua sentenza!

 

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