Sanremo Arcobaleno – Adesioni e prese di posizione degli artisti a difesa delle Unioni Civili

“Che bello se questa sera a ‪Sanremo gli artisti indossassero almeno un richiamo Arcobaleno”, è stato questo messaggio lanciato sui social da Luca Finotti e Andrea Pinna a far partire la catena di adesioni a favore delle Unioni Civili. La prima ad accettare è stata Arisa, arcobalenoche si è esibita durante la serata inaugurale del Festival.

Anche Noemi ha subito deciso di sposare la causa e poco prima di salire sul palco di Sanremo 2016 ha postato sul social la foto del suo nastro arcobaleno.

Che c’è nella mia borsa? Diritti uguali per tutti.

Nella prima sera i nastri rainbow sono stati usati anche da Enrico Ruggeri, Irene Fornaciari e Bluvertigo. Quasi tutti i cantanti, in gara e non, hanno appoggiato le unioni civili durante l’intera manifestazione.

Velata, ma pungente, la frase pronunciata dalla prima superospite di questa 66esima edizione del Festival, Laura Pausini:

Se siamo simili siamo tutti uguali e dobbiamo proteggerci, non dividerci.

A rincarare la dose ci pensa Virginia Raffaele nei panni di Sabrina Ferilli, che tenta di sdrammatizzare la tematica ironizzando sulla presenza di Elton John:

Mo perché c’è Elton John è uno spot per gli omosessuali? E quando ci stanno i Pooh cos’è, una marchetta per l’Inps?

Ma la polemica sorta intorno all’ospitata del cantante britannico viene smorzata con classe ed eleganza dallo stesso artista, che accenna solo minimamente alla sua vita privata, senza esporsi oltre:

Oggi mi diverto moltissimo, non avrei mai pensato di diventare papà e avere la vita che ho avuto.

Anche Eros Ramazzotti, durante la seconda puntata del Festival, viene interrogato sull’argomento:

La famiglia, qualsiasi essa sia, è fondamentale. Ognuno tira su i propri figli a suo  modo. L’importante è crescerli “dritti”, trasmettendo loro valori sani ed educazione.

“Ai figli bisogna dare ali e radici”, aggiunge Conti alle dichiarazioni del cantante.

Alle sue parole si aggiungono i nastri di Scanu e Dolcenera, i braccialetti di Francesca Michielin e Patty Pravo, i disegnini sulla mano di Annalisa. Anche la star internazionale Hozier si esibisce con un cuore colorato sulla chitarra: nel video di «Take Me to Church» aveva raccontato una storia di omofobia e violenza.

Hanno sostenuto la campagna anche Gassman e i cantanti in gara delle Nuove Proposte. Ad aprire la serata finale del Festival sono stati proprio i nastri rainbow del vincitore della sezione giovani Francesco Gabbani, che hanno accompagnato il balletto della canzone “Amen”.

Tra i pochi a non indossare nulla di arcobaleno sul palco proprio i vincitori di Sanremo, gli Stadio, che però hanno dichiarato ai microfoni di Rtl 102.5 la loro posizione in merito:

Appoggiamo le unioni civili. Non abbiamo indossato i nastri arcobaleno, ma questo non vuol dire che non siamo a favore o non condividiamo le unioni civili.

Resta ancora grande perplessità invece per il discorso pronunciato da Renato Zero dopo aver presentato un brano dal suo ultimo disco:

Io mi aspetto che questo disco ci consenta a tutti, anche a me che l’ho scritto, che l’ho prodotto, di fermare un po’ le macchine guardare anche un po’ a questa nostra piccola vita privata, questa famiglia che ottenga finalmente quel significato e quel valore che i nostri genitori, perlomeno i miei, mi avevano così felicemente inculcato.

Ringrazio la diffidenza di molti di voi che era molto giustificata perché gli alieni sbarcarono in quegli anni sulla Terra e me ne accorsi io perché ero uno di loro, e li rappresento modestamente tutti.

La famiglia è importante, se ne parla adesso, come se fosse una novità, da quella famosa capanna, dove faceva molto freddo e il Signore era lontano quella notte, abbiamo imparato molto, che la convivenza deve essere esercitata tra le quattro pareti di casa e poi avere casomai l’ambizione che questo nostro pensiero si affermi anche altrove.

Il riferimento alla difesa della famiglia tradizionale sembra abbastanza palese, e soprattutto ipocrito. La rete s’infiamma, ma Zero ancora non ha risposto alla critiche.

Ma nonostante questi pochissimi casi isolati, tutti gli altri protagonisti del Festival hanno sposato l’iniziativa arcobaleno con grande entusiasmo ed empatia, affidando alla divulgazione mediatica uno strumento per svegliare l’Italia dal torpore dell’arretratezza e della negazione dei diritti civili.

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