Samuel – “Vedrai”, il potere della vita in due

samuel vedrai

“Se siamo ancora qui vuol dire che un motivo c’è”, comincia così il testo di “Vedrai”, brano scelto da Samuel per la partecipazione al Festival di Sanremo, che dopo l’esperienza con i Subsonica del 2000, lo vedrà salire sul palco dell’Ariston da solista

Una svolta personale e professionale maturata nel corso dell’ultimo anno, che sarà coronata dall’uscita del primo progetto solista del cantautore, dal quale sono stati già estratti i primi due singoli: “La risposta e “Rabbia”, oltre al brano che da il titolo all’album: “Il codice della bellezza”. Un viaggio attraverso le diverse sfaccettature dei sentimenti. Una bellezza fatta di armonia fra sensibilità, ironia, eleganza. Un mondo interiore da decodificare attraverso le persone speciali che sono fonte d’ispirazione per chiunque gli stia vicino. 

Ed è proprio il valore della condivisione a fare da sfondo semantico al testo di “Vedrai”, che dipinge l’amore come un sentimento indispensabile per affrontare le crisi del presente e riaccendere le speranze per il futuro. In due si possono annullare distanze, preoccupazioni, vuoti, paure. In due si possono mettere da parte la noia, l’abitudine, la delusione, la perfezione.. e fare spazio ai desideri. Imparando a meritarli, ad accoglierli, a prendersene cura. In due c’è sempre un motivo, per non arrendersi, per insistere, per difendere il miracolo che nasce nel cuore di chi sa ‘vedere’ oltre i piccoli crolli della quotidianità.

Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione

La partecipazione a Sanremo rappresenta per Samuel la realizzazione di un sogno coltivato sin da bambino, “il sogno di chi, come me, a prescindere dai percorsi intrapresi, resta comunque un cantante italiano”. 

Samuel
Vedrai
di S. Romano – C. Riganò – R. Onori – S. Romano
Ed. EMI Music Publishing Italia/Soleluna Ed. Mus. – Milano

Se siamo ancora qui
Vuol dire che un motivo c’è
Lascia qualcosa tra le braccia
E non questa distanza che mi sputi in faccia
Se siamo ancora qui
Ad imparare come illuderci
A preoccuparci della verità
Vedrai che poi il tempo non ci tradirà
Sotto un vento di libeccio che dall’Africa
Soffia lieve su di noi la sua sabbia
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione
Se siamo ancora qui
Ad ignorare le difficoltà
Impareremo anche a comprendere
Che esiste un buon motivo per insistere
Sotto un vento di libeccio che dall’Africa
Soffia lieve su di noi la sua sabbia
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione
Dovremo solo ricominciare a respirare, a navigare
Dovrai soltanto dimenticare la noia, il vuoto, la perfezione
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione

 

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