I Riva e la disillusione del “Non ho l’età (non piú)”

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“Non ho l’età (non piú)” è il terzo estratto da “Le nostre vacanze sono finite” dei Riva. Ecco il video documentario del brano a cura di Dario Fiore e Dario Calise. Un testo dissacrante sulle amare consapevolezze che sopraggiungono con l’arrivo dei trent’anni.

Quando abbiamo scritto questa canzone, prendendo spunto dalla storia di un uomo adulto che cedeva alla avances di una ragazzina, stavamo ragionando sul fatto che le nostre vite non possono che legittimarsi all’interno di un mondo fatto di convenzioni. Come al solito, e ci teniamo a dirlo ancora una volta, questo pezzo, non è una critica al sistema o robe del genere, ma una presa di coscienza con la quale noi trentenni, forse già disillusi e inermi, dobbiamo convivere: “Non esiste un altro Mondo su cui andare a stare.

si legge sulla pagina facebook ufficiale dei Riva.

Se fossimo stati più ignoranti, meno eleganti magari chini a camminare anche sui palmi. E senza casa e né lavoro e gli stipendi saremmo stati ti assicuro più contenti: pelosi e puzzolenti.

Come si evince dall’incipit del testo, i protagonisti del video sono delle simpatiche scimmie, che si muovono in tutta la loro goffa e maleodorante spensieratezza. L’istinto che regola le loro abitudini, fatte di piccoli gesti e tenera ingenuità, è forse la prima cosa che perdiamo crescendo.

Se non fossimo costretti a dirci le parole io certamente avrei saputo cosa fare. E poi mi chiedo: a cosa servon le parole se a cane basta avvicinarsi ed annusare? Noi non seguiamo gli istinti ma le date sui documenti.

Le parole non sempre facilitano la comunicazione. E anche le cose più semplici, con l’avanzare dell’età (e delle responsabilità ad essa legate), vengono ingabbiate nel convenzionalismo di una società frenetica che non ha nemmeno più il tempo di ricambiare uno sguardo innocente. L’amore diventa un contratto anagrafico, e cedere alle lusinghe di una persona più giovane vuol dire trasgredire le regole, valicare i confini del proprio habitat. L’unica via di fuga è un viaggio di solo andata nell’incontaminazione.

No, non ho l’età, non più l’età che hai tu. Tu, tu, tu tu… che mi cerchi con gli occhi dal muretto del baretto giù al porto. Se davvero guardi, se davvero mi vuoi bene chiediamo asilo a una foresta all’equatore.

Non c’è più tempo per i sentimenti, siamo “dinosauri ingombranti” incapaci di vivere una relazione senza condizionamenti esterni. O senza il rischio di prendere decisioni del tutto avventate e contraddittorie per le nostre vite confuse.

No, non ho l’età, non più l’età che hai tu. Tu, tu, tu tu… che mi rincorri svelta sul vialetto al giardinetto giù in centro no, non reggo, io mi fermo e poi ti sposo qua.

Ma la riuscita di questo pezzo sta proprio nel sarcasmo che diletta e fa riflettere (soprattutto noi trentenni). Un ritratto perfetto di un presente in cui impariamo a “scimmiottare” la nostra stessa umanità.

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