Primo EP per gli Elephant Brain [intervista]

elephant brain

Uscito il 10 novembre il primo EP degli Elephant Brain. La band si racconta attraverso questo progetto discografico: musica che riflette  e dà voce al grigiore della contemporaneità

È stato pubblicato lo scorso 10 novembre il primo EP degli Elephant Brain, la band rock italiana nata in un paesino di campagna alle porte di Perugia. Il loro progetto nasce nel giugno di quest’anno, sono in cinque, tutti con caratteristiche e caratteri diversi, ma grazie alla musica sono riusciti a trovare la loro dimensione unitaria.

“Non c’è un momento preciso in cui nascono gli Elephant Brain, c’è un luogo, quello sì, il Fuori Produzioni Studio che si trova in un paesino di campagna alle porte di Perugia. Siamo tutti e 5 partiti a suonare da là. Alcuni di noi non sapevano neanche tenerlo in mano uno strumento musicale, altri sì, ovviamente. È un luogo che abbiamo costruito, che abbiamo visto crescere insieme a noi nel tempo, tanto che alla fine è diventato un po’ la nostra seconda casa.

Con il passare del tempo abbiamo cominciato sempre a chiedere di più a noi stessi, tanto da crederci in grado di produrre musica nostra, una musica che provenisse da tutto quello che singolarmente viviamo e ascoltiamo, ma che passando tra le mura del nostro studio diventasse qualcosa di unito, condiviso, certamente unico. C’era la voglia di dare un senso diverso al nostro stare lì, alla nostra amicizia. Di comunicare e di trasmettere il nostro modo di vedere ciò che ci circonda.

Elephant Brain rappresenta appunto quello che vogliamo comunicare con la nostra musica. La presa di coscienza che questo periodo storico, per quanto grigio e pesante non ci impedisce di impegnarci in un progetto che vuole guardare lontano, andare avanti con fiducia. Quando vicino alla musica ogni membro della band poi affianca un percorso di formazione e di studi, i tempi si dilatano tantissimo, spesso diventa estremamente pesante e il simbolo dell’Elefante vuole anche un po’ esorcizzare questo mito che le molte strade diverse non possano alla fine conciliarsi. Se ci metti anche la ricerca di un suono “grosso”, pieno di chitarre e una batteria che pesta duro.”

hanno raccontato a proposito della genesi del gruppo.

L’EP, ascoltabile in tutti gli store digitali e scaricabile gratuitamente dal loro sito www.intoelephantbrain.com, è un primo traguardo, ma nello stesso tempo un punto di partenza per mettersi alla prova, per trasporre in musica le difficoltà quotidiane di cinque ragazzi di provincia alle prese con il mercato discografico, ma anche le problematiche universali che attraversano la nostra epoca. Dalle incomprensioni ai rimpianti, dall’indifferenza al bisogno di trovare un posto nel mondo in cui sentirsi ascoltati e capiti, insomma, un disco alla ricerca di quell’empatia che il mondo sembra aver smarrito nella sua stasi.

Il primo EP è una sorta di biglietto da visita, un “ecco, questi sono gli Elephant Brain e questo è quello che fanno”. I pezzi vengono da idee, pensieri, canzoni che avevamo in mente e nelle corde da un po’. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto.

La tracklist dell’EP segue un percorso ben definito. È un guardarci intorno, è un accorgerci di come alcune cose del tempo in cui viviamo non vanno affatto bene.

hanno aggiunto nell’intervista concessa a ZONmusic.

Ma passiamo alle 4 tracce dell’EP, e tentiamo di tracciarne le varie tappe attraverso una mappa semantica offerta proprio dalla band:

  • 15 Bis

Ci sono persone che non vivono appieno la loro esistenza, “non esistono” perché schiacciati dai problemi, perché persi su strade comode quanto dannatamente pericolose, disimpegnati e indifferenti a tutto, incapaci di vivere la propria vita al massimo delle possibilità.

  • Nella Gravità

Ci sono situazioni in cui agiamo, senza renderci conto della ricaduta che le nostre azioni possono avere su chi ci sta di fronte. Ci voltiamo dall’altra parte, non comprendendo richieste di aiuto anche a volte molto chiare. Facciamo finta di niente, anche quando queste situazioni accadono proprio davanti ai nostri occhi. Come se fosse tutto normale, come se tutto in ordine, quando invece non è affatto così.

  • Tenda

C’è l’incapacità di dirci tutto, la difficoltà di fare tutto quello che dovremmo fare per una persona che dal nostro anche magari “duro” intervento potrebbe trarre grandi benefici. L’impossibilità di “essere sinceri fino in fondo”. Perché chi ci sta di fronte apparentemente sta bene, e non ci va di comprometterci se non ne vediamo nitidamente la necessità. Però poi i nodi vengono al pettine, e allora resti con il rammarico grande di non aver fatto abbastanza, quel qualcosa in più che avresti potuto fare e che invece non hai fatto.

  • Blu

Una canzone che parla di come spesso, troppo spesso, anzi quasi sempre, c’è qualcuno che decide per noi, suggerendoci come agire, cosa ascoltare, come recepire determinati fatti o avvenimenti fino ad arrivare ad un punto in cui anche il nostro pensiero si arrende di fronte ad una realtà che per quanto finta diventa l’unica realtà che conosciamo. Parla di un momento preciso, il momento in cui una persona comprende come TV, radio, social (nella loro forma più superficiale) non gli daranno mai le risposte che cerca. Il momento in cui questa persona si accorge che queste non fanno altro se non intrattenere, distrarre, addormentare. È un istante di estrema solitudine e non potrebbe essere altrimenti, in cui si sente tutto il vuoto, la sete che non si spegne, la falsità di un industria mediatica, di una musica buona solo a far profitto che non riesce più a dire niente di importante. È l’ultima traccia del disco, perciò è anche il pezzo che vuole farci andare oltre, vuole aprire nuove possibilità. Prospetta un cambiamento radicale, talmente radicale che o avviene rivoluzionando qualitativamente la nostra vita, oppure non avviene affatto. Come se i semafori si accendessero di blu.

Un progetto fresco ma profondo, dal sound innovativo, che brilla di primordialità e potenza, e che da gennaio potremo ascoltare dal vivo durante il tour degli Elephant Brain.

Nel frattempo potete ascoltare le tracce dell’EP su Spotify: https://goo.gl/pZrC0J

In bocca al lupo ragazzi!

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