“Nessun grado di separazione” – Francesca Michielin fuori dalla scatola dell’insicurezza

francesca michielin

“Vivere l’amore senza filtri e la vita senza chiudersi in se stessi”, questo il senso più intimo di “Nessun grado di separazione”, il brano della giovanissima Francesca Michielin arrivato secondo a Sanremo 2016.

Il titolo deriva dalla Teoria dei sei gradi di separazione, un’ipotesi secondo la quale ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 intermediari.

La prima formulazione della teoria si ritrova in un racconto, intitolato Catene, scritto nel 1929 dall’autore ungherese Frigyes Karinthy. In esso si riflette su come «la rapidità con cui si diffondono le notizie e l’utilizzo di mezzi di trasporto sempre più veloci abbia reso il mondo più piccolo rispetto al passato».

Nel brano tutto ruota intorno a una scatola (simbolo di chiusura, di paura, di desideri lasciati a perire nel buio) e al tentativo di uscire da essa, di aprirsi alla vita, di valicare i limiti dell’insicurezza, di scoprire l’amore per le piccole cose e la bellezza dell’esistenza.

È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita

Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta

Il brano, di matrice autobiografica, racconta la gioia di avere vent’anni. Un tema soggettivo, ma anche sociale ed universale, perché tutti abbiamo dei sogni, delle aspettative, “tutti siamo mossi da qualcosa di bello” – afferma Francesca con la sua disarmante dolcezza in alcune interviste.

Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione

Francesca fa capolino dalla sua scatola nel 2011, vincendo la quinta edizione del talent X Factor. Poi la collaborazione con Fedez, la realizzazione da solista di due album in studio, due EP e otto singoli. Fino ad arrivare al palco dell’Ariston, dove ha conquistato tutti con la sua semplicità. Anche gli Stadio, vincitori della 66esima edizione del Festival hanno riconosciuto il suo valore, regalandole la possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision song contest a Stoccolma il prossimo 14 maggio.

“Noi Stadio abbiamo sempre lavorato in modo da creare collaborazione tra gli artisti, è il nostro modo di fare. Gireremo l’Europa, ma cominciando dai club. Ci sembrava che Francesca Michielin meritasse questa grande opportunità per la bravura e il talento che ha dimostrato di avere in questo festival e abbiamo deciso di rinunciare” – ha spiegato Gaetano Curreri a Domenica In.

E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione

E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce.

E quell’emozione è arrivata dritta al cuore del pubblico, che ha permesso a Francesca di passare dalla scatola al podio del Festival senza rinunciare alla sua identità.

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