“Nella notte.. i momenti vuoti”, li riempiono I Cani con “Aurora” [recensione]

cani

Puntuali, e come sempre di notte, I Cani hanno annunciato la pubblicazione di “Aurora”, il loro nuovo progetto discografico uscito per 42 Records. L’attesissimo disco, era stato anticipato dalla pubblicazione in sordina di tre brani:“Baby soldato”“Il posto più freddo” e “Non finirà”.

Dovremmo monetizzare questo nostro grande amore
con dei video virali o dei post svergognati da 7000 mi piace

Parte con i versi di “Questo nostro grande amore” la tracklist di “Aurora”. Tutto è palesemente e sfacciatamente ancorato alla contemporaneità. Al ruolo deviante dei social, che assorbono e falsano il nostro modo di vivere e di provare emozioni. Un sentimento che non ha lunedì neri, che non conosce default, lontano da banche centrali e WTO. Un amore che ha bisogno di conferme sociali per legittimare la propria esistenza. Un ritratto della realtà, e delle relazioni da business.

Tra un selfie e l’altro, “continuiamo a escogitare scappatoie” per tentare di dare un senso alla storia, al trascorrere del tempo, ai dilemmi che la filosofia non è riuscita a sciogliere. Ci illudiamo che i bombardamenti, gli olocausti, la droga, le assurdità più bieche, possano riuscire dove gli imperativi della normalità hanno tragicamente fallito. Ma la storia, nel suo scorrere inarrestabile ed insensibile, non ammette repliche. Il passato si reitera in un presente smemorato, che si ostina a rimanere tale. È parte del brano “Non finirà”, terzo singolo che ha anticipato l’album. La novità inaspettata del sound funky-pop fa saltare ma non convince. Ma il disco non finisce qui per fortuna.

Parte infatti, attraverso un incipit di synth, delay e riverbero, “Baby soldato”, primo singolo estratto dall’album, che racconta le tribolazioni esistenziali di una giovane modella costretta a “combattere” le sfide quotidiane imposte dalla passerella.

La ragazzina descritta nel testo fugge da un paesino di provincia per inseguire il proprio sogno, ma presto si trova a rimpiangere la spensieratezza delle sue abitudini e la semplicità degli affetti lasciati.

E in un attimo tutto cambia, le responsabilità aumentano, la frenesia degli impegni nega qualsiasi distrazione, copertine, viaggi, glamour, fotografi. E per resistere senza esplodere è necessario affrontare il mondo

con il freddo negli occhi
lo stesso dei baby soldati

L’imperativo è quello di mantenere uno sguardo fiero, forte, sprezzante, anche quando “tra un after party e il panico” scappa qualche lacrima.

Ma sulle note de “Il posto più bello” è impossibile trattenerle. Fin dalle prime note il brano trascina in un vortice di malinconica solitudine e ricerca disperata di comprensione, di affetto, di un ritorno insperato che riscaldi le notti insonni.

ecco a voi la creatura più sola su questo pianeta
e i brividi vengono su dalle gambe al petto
il posto più freddo è qui proprio dentro al mio letto
ti prego rimani con me ancora un momento
ti prego rimani con me fino a che mi addormento

L’inconsolabile appello viene archiviato con “Protobodhisattva”, la storia di un uomo che percorre la strada verso il Buddhismo, scontrandosi continuamente con i vizi e le tentazioni del vivere quotidiano.

siamo un animale strano
la scimmia vestiva
carnivoro o vegano
o il fumo o la coca
o il culo o la fica

L’ossesione dell’irrinunciabilità alla droga e al sesso lascia il posto alla dolce poesia dal titolo omonimo dell’album “Aurora”. 

Abbraccia il tuo satellite
Satellite d’amore
Nel cielo tra le stelle ma poi scendi per raggiungerla
Illuminale il volto se si annoia oppure è inquieta
Nella notte, quando si sente sola
Nei momenti vuoti
I momenti vuoti

Dalle note interstellari di “Aurora” si passa alla semplicità romantica del testo di “Una cosa stupida”. Un interesse non dichiarato, un “come stai” taciuto, frenato dalla timidezza, dalla paura del rifiuto, dalla disabitudine all’approccio.

Ma poi ti vedo
Ed evito il tuo sguardo
A malapena riesco a dirti ciao

Segue l’ennesimo componimento dal titolo anomalo: Calabi-Yau, una visione geometrica della realtà, che ipotizza la presenza di dimensioni multiple che sfuggono al nostro sguardo, proiettato a concepire solo la tridimensionalità. Tra miliardi di mondi e miliardi di vite, spunta un verso di velato pessimismo, riconducile alla penna di Contessa, e scende la seconda lacrima, perché quella sensazione di vuoto che stringe lo stomaco prima o poi la proviamo tutti.

io non voglio guardare dentro di me

non c’è niente di niente

“Come consolarsi del fatto che ce ne andremo tutti prima o poi: quello è il tema. Non l’ho detto a nessuno, neanche a loro, ma nel brano c’è un piccolo campione musicale degli Offlaga Disco Pax. Al disco precedente avevo lavorato con Enrico (Fontanelli, componente degli Offlaga, morto a 37 anni per una malattia): è un modo per ricordarlo. E per pensare che non tutto finisce. L’unica consolazione è cercare di guardare tutto con un’ottica più alta”, ha dichiarato il cantautore a Repubblica.

Dopo l’“Ultimo Mondo” il viaggio attraverso la tracklist sta per giungere al capolinea, ed infatti con “Finirà” e “Sparirà” si chiude il percorso di critica al “mondo cane” in cui ci troviamo costretti a vivere. Quel mondo cane che doveva dare il titolo all’album, ma poi è rimasto negli anfratti di questi due testi. Perché il nichilismo di Contessa, nonostante le diverse collocazioni e personificazioni, rimane il filo conduttore che lega ogni testo, dal più cinico al più romantico, dal più apocalittico al più tenero, in un’esplosione di suoni costantemente in bilico, ma che fin dal primo ascolto, lasciano l’impressione di un prodotto fresco e al contempo maturo, consapevole, riuscito.

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