“Ballata triste” – Nada dedica un brano al femminicidio: il toccante video

Un amore che finisce in tragedia. Una donna vittima dell’incomprensione e della barbarie di un uomo accecato dalla rabbia. Questo il delicato sfondo semantico raccontato da Nada in Ballata Triste, brano incluso nel suo ultimo Lp L’Amore Devi Seguirlo, uscito a gennaio. Il videoclip, diretto da Lorenzo Kruger dei Nobraino, mette in scena il dramma del femminicidio in un’atmosfera totalmente avvolta dal candore, a partire dall’abbigliamento bianco di Nada, unica protagonista della tragedia rappresentata.

Il video ruota intorno alla crisi interiore della donna, i cui sussulti di dolore sono tradotti attraverso i movimenti sofferti del corpo, simbolo esterno di un’anima sfigurata dalla violenza. Le scene minimaliste del video vengono però accompagnate da un testo che non lascia spazio a interpretazioni, perché è un racconto lucido ed impietoso della rottura, della brutalità, della morte.

Tutto parte da una giornata di apparente normalità, lei sta per andare a lavoro, ma la routine viene spezzata da una discussione, l’ennesima.

e una parola tira l’altra e diventan pietre
che saltano sui muri e si mettono di traverso

I figli sono a scuola, nessuno può sentire. Le urla si trasformano presto in oggetti volanti, il tavolo vola, si rompe un piatto, e tutto degenera in un disastro annunciato.

Che amore che amore finito così
tra le pareti di una stanza e una miseria prepotente
amore che amore finito così
tra una spinta una caduta un pugno e una ferita

Un amore che muore e fa morire, una furia che non conosce limiti e che colpisce con inaudita ferocia il corpo che aveva scelto, voluto, amato. Per poi distruggerlo per sempre, condannandolo alla morte.

Le ore le ore le ore senza parlare
nessuno la va a cercare che cosa succede
le ore le ore che passano nel dolore
nessuno che va a cercare nessuno che va a vedere
Lei l’han trovata con una mano sulla porta e una sul cuore
sul cuore che si è spaccato quando l’ha colpita
perché
nessuno
l’ha fermato

Cala il silenzio, lo stesso che ha contribuito a rendere irrimediabile la fine, e che accompagna le note del brano, avvolte solo da un sassofono e un esile grido blues contro il femminicidio.

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