“Io sono fatto di neve” – I Ministri e l’assurda lotta per la normalità

neve

Pubblicato il 6 aprile il videoclip del brano “Io sono fatto di neve”, terzo estratto dall’ultimo album de I Ministri, “Cultura generale”. Una canzone che racconta la fragilità dei desideri, la fallibilità delle aspettative, la difficoltà quotidiana nel reinventarsi e intraprendere nuovi percorsi per riconquistare la fiducia tradita.

Volevi un mondo più bianco e adesso è in mano ai conigli

Crescono cuccioli d’odio dai tuoi buoni consigli

Sono fatto di neve

E tu che mi vuoi scaldare tu vuoi farmi morire

Il video del brano, girato all’Ex Moi, mostra l’apice del dissidio drammatico tra le illusioni e la realtà, rendendo protagonisti alcuni migranti e rifugiati provenienti dall’Africa. Nei loro occhi c’è la tristezza indelebile di chi è fuggito alla morte, ma nei loro gesti, nella loro battaglia per la sopravvivenza, c’è al contempo la dignità della resistenza, la volontà del superamento, la speranza di un futuro d’integrazione e serenità.

“Io sono fatto di neve” è una canzone che parla di fragilità e nessuno più di chi vive all’Ex Moi può sapere che cosa significhi. L’Ex Moi è un’occupazione nata tre anni fa nelle palazzine del villaggio costruito per le Olimpiadi del 2006 e in seguito abbandonato. Oggi ci vivono circa 1100 persone provenienti da trenta diversi paesi dell’Africa, la maggior parte delle quali arrivate in Italia a causa della guerra scoppiata nel 2011 in Libia, dove molti lavoravano. Convivono lì da tre anni resistendo al freddo d’inverno e al caldo d’estate in palazzi nuovissimi che cadono a pezzi. 

Siamo andati a trovarli, a conoscerli e a chieder loro di poter passare una giornata insieme all’Ex Moi. Abbiamo parlato alla loro assemblea per presentarci e guadagnare la loro fiducia, assistiti dal Comitato Di Solidarietà Rifugiati e Migranti Ex-Moi – di cui si fidano e a ragione. 

E’ così che abbiamo conosciuto i protagonisti del nostro video – Sekou, Samuel e i molti altri che vi appaiono e con cui abbiamo riso, giocato, discusso. Alcuni di loro erano tornati dai turni di notte, altri si dedicano ad attività interne alla comunità – come il barbiere o il minimarket – altri non hanno ancora nulla da fare e ne approfittano per imparare l’italiano.
Quasi tutti sono in possesso di un regolare permesso di soggiorno, quasi tutti hanno bisogno di essere accompagnati agli sportelli amministrativi dai ragazzi del comitato per ritirare o aggiornare i documenti necessari per vivere in Italia – quando ci vanno da soli, vengono quasi sempre ignorati. 

A fatica e con mille problemi, stanno provando a vivere. Il giorno che abbiamo passato con loro c’era il sole e probabilmente c’era un’energia speciale nata dal nostro incontro. Forse anche per questo le immagini sembrano raccontare persone segnate ma speranzose e felici a tratti – le stesse persone di cui spesso smettiamo di interessarci dopo che sono sopravvissute al Sahara e al Mediterraneo.

Ringraziamo una volta di più i ragazzi dell’Ex Moi, il regista Federico Merlo, Daniele Ciampi, Exmoi Occupata rifugiati e Niccolò.

con queste parole I Ministri hanno accompagnato la pubblicazione del videoclip del brano. Ogni piccola parte di esso emoziona e fa riflettere, lasciando intravedere un barlume di felicità fra persone che non possono darla per scontata. E che fanno a pugni contro mille pregiudizi ed ostacoli per oltrepassare il confine che li separa dalla cosiddetta normalità. Ma anche quando tutto sempre naufragare..

Ci sono nuove colonne laggiù

alla fine del mare

Ci sono spiagge dovunque

da cui ricominciare

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