Negramaro – “L’amore qui non passa”, i mille volti di un sentimento

Una rivoluzione che passa attraverso i sentimenti, sostando nei luoghi attraversati dall’amore, o resi aridi dalla sua assenza latente. Una catena interminabile di sguardi, baci, addii, è il filo rosso che lega le scene del video dell’ultimo singolo dei Negramaro.

“L’amore qui non passa è uno specchio in cui la relatività si riflette e si trova diversa. Nella parte iniziale troviamo tutti quei “qui”, indicanti i luoghi in cui appunto l’amore non passa, non arriva. Proseguendo invece, tutto si trasforma, un uomo osserva e vede che da quegli stessi posti l’amore è arrivato. Quella donna che da tanto tempo aspetta il ballo in realtà ha amato per una vita, è una ferita aperta quell’amore che non è mai finito”.

Il video, presentato con questo messaggio, si apre con la danza di un bambino “con lo sguardo da gigante”, che all’improvviso si ferma per dare un bacio sulla guancia a una signora, innescando così la catena di tenerezze che lega tutti i protagonisti della clip.

La bellezza irriverente dei sogni di una donna, il vecchio che rincorre l’attimo fuggente, la ragazza sola che da sempre aspetta il ballo, sono solo alcune delle tante figure che riempiono l’immensità degli spazi di un sentimento che non conosce confini, sesso, religione, età. Un’emozione che attraversa i secoli e le anime senza mai arrestare il suo flusso di energia destabilizzante. C’è chi beve l’amore a sorsi lenti come fossero gocce di cristallo, chi si rassegna alla sua mancanza, chi lo raccoglie per farne del veleno.

“Nel bacio degli amanti che si scambiano i silenzi c’è una storia da buttare un’altra tutta da rifare”, e un omaggio al dipinto di Magritte: “Gli amanti”. Nel video infatti appaiono due persone che si baciano appassionatamente con le teste coperte da un panno bianco.

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Tra le ombre dei ricordi e la luce di nuove speranze, polvere e desideri si mescolano, dando vita a una magia capace di sciogliere anche i cuori più duri. O induriti dalle delusioni, dall’attesa, dall’ansia di non riuscire a riconoscere la persona giusta.

Ma l’amore, anche quando sembra lontano ed impossibile, è capace di raggiungere i “sottoscala bui degli angoli dispersi”, dilatando la distanza tra i sorrisi e le lacrime, guarendo cicatrici, bruciando nel cuore senza mai spegnersi.

Da qui è passato amore
e se n’è andato svelto
ma sei rimasta mia
sei intrappolata dentro.

Baci tra uomo e donna, tra persone dello stesso sesso, tra un sacerdote e Dio. Le scene rappresentate raccontano l’amore nelle sue diverse sfumature, tra passione, dolore, perdita, rinnovamento.

Non eravamo più nessuna storia e non eravamo più nessun futuro. Eravamo lì, eravamo quel presente. Così è nato il brano che chiude il disco. Mi sento molto vicino a quello che volevo raccontare, è una cosa che non capita sempre.

ha dichiarato Giuliano Sangiorgi in alcune interviste. Ed infatti ad anticiparlo, prima dell’uscita del disco, fu un reading davvero speciale, che forse ne racchiude il senso più intimo:

L’amore qui non passa e tu bruci forte ancora. Non ci si accorge di quante volte si sia attraversati da lui. Ci esplode dentro, ma nell’istante esatto in cui vorresti contenere quel fuoco per sempre a te, è bello che andato, estinto per sempre. Freddo è lo spazio che lascia, quello stesso spazio che aveva infiammato solo sfiorandolo per una manciata di eternità. Eppure, quel freddo lì, quel silenzio gelido, sono l’amore stesso che è troppo cosa grande per restare una cosa sola, un momento identico a se stesso, il caldo di una volta e per un amore solo. L’amore è dunque sempre e ovunque e brucia e raffredda le cose tanto non esiste, solo per una volta, ma è tutte le volte insieme, per tutti, su tutto. 

L’amore non passerà mai!

QUI la recensione del disco “La rivoluzione sta arrivando”.

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