Jeff Buckley – “una goccia pura in un oceano di rumore”

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Sono passati 19 anni dalla tragica sera del 29 maggio 1997, quando Jeff Buckley annegò misteriosamente nelle acque del Mississipi, mentre si stava dirigendo presso gli studi di registrazione con Keith Foti. Un innocuo bagno che improvvisamente si trasformò in un vortice verso la morte, spezzando la vita e la carriera di uno degli artisti più talentuosi della storia della musica. La sua voce eterea e il suo sound angelico sono stati capaci di trasformare in capolavori suggestivi anche brani di altri autori. Ne è un esempio “Hallelujah” di Cohen, che nell’interpretazione di Buckley acquista una dimensione sovrumana, in cui si viene catapultati senza scampo al primo ascolto. È un mondo altro, è una sensibilità che scava solchi di empatia, è musica che arriva dritta all’anima.

Ma un destino crudele, che 22 anni prima aveva tolto la vita a suo padre appena 28enne – il musicista Tim Buckley – ha assecondato la sua folle decisione di fare un bagno nel Wolf River, disperdendo il suo corpo nelle acque del fiume mentre canticchiava il ritornello di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin

Il corpo fu trovato solo il mattino del 4 giugno, avvistato da un passeggero del traghetto American Queen. Il caso venne archiviato come incidente. Un comunicato ufficiale dalla madre, diceva:

«La morte di Jeff Buckley non è stata “misteriosa”, legata a droghe, alcool o suicidio. Abbiamo un rapporto della polizia, un referto del medico legale e un testimone oculare, che provano che si è trattato di un annegamento accidentale e che il sig. Buckley era in un ottimo stato mentale prima dell’incidente. »

Di Jeff Buckley ci restano due album: il capolavoro “Grace” e “Sketches for My Sweetheart the Drunk”, pubblicato postumo nel 1998. Nel novembre del 2015 è stata pubblicata la compilation “You and I” contenente cover di Bob Dylan, The Smiths, Sly and The Family Stone e materiale inedito registrato nel febbraio del 1993.

Jeff Apter ha tentato di ricostruire la vita di Buckley in una biografia dal titolo: “una goccia pura in un oceano di rumore”, svelando le sfide complesse e a volte contraddittorie che il cantante ha dovuto affrontare nel corso della sua breve vita. Amici e amanti danno voce ai propri ricordi per dipingere il ritratto avvincente di uno degli spiriti più puri del rock, un ragazzo inspiegabilmente scomparso nelle acque torbide del Mississippi a soli trent’anni.

Una piccola playlist per ricordarlo:

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