Il Teatro degli Orrori, non si scherza con “La paura”

lavorare stanca

Lanciato anche il secondo singolo de Il Teatro Degli Orrori, estratto dal nuovo album omonimo. Una riflessione sul ruolo della paura e della violenza nelle nostre fragili vite, immerse in una malinconia senza tempo.

“La paura” è il secondo singolo  de Il Teatro Degli Orrori, estratto dal nuovo disco omonimo della band, uscito proprio il 2 ottobre.

“Ecco cosa diavolo accade quando Mauro Lovisetto ci viene a trovare durante le prove del nuovo repertorio.”

hanno scritto sulla pagina social del gruppo annunciando il nuovo brano.

Dopo il successo di Lavorare stanca, ecco a sorpresa il secondo estratto dall’attesissimo progetto discografico della band capitanata da Capovilla, che ritorna sulla scena musicale dopo tre anni dal precedente lavoro: Il mondo nuovo.

Con la paura
madre di ogni violenza
non si scherza, non si scherza mai
non si scherza mai

esordisce la voce potente di Capovilla, mentre il collage delle riprese delle prove scorre nel video ufficiale attraverso tanti piccoli riquadri in movimento.

Si stava meglio in galera
che prigionieri della strada senza un caz*o da fare dal mattino alla sera
se non perdersi, perdersi all’infinito
senza nessuna nostalgia, senza mai un rimorso, senza mai guardarsi indietro
a testa in giù
la fame ti pedina per vedere, per vedere come va a finire

Si stava meglio in galera
che prigionieri della strada senza un caz*o da fare dal mattino alla sera
almeno potevi parlare con qualcuno, che ti stesse ad ascoltare
qualcuno che mi stesse ad ascoltare
io, l’ho conosciuto in galera
ma che ti frega, che ti frega

Meglio essere reclusi in una cella, che intrappolati in una realtà monotona, vuota, insensata, completamente avvolta nella solitudine e nello smarrimento. Una quotidianità in cui la paura genera continue violenze, che si reiterano ad ogni ritornello del brano, esprimendosi attraverso la potenza dei giri di basso, alternati al suono della batteria e delle tastiere.

In una clima generale di sfacelo e rinuncia, non resta che un amaro rimpianto:

Si stava meglio in galera
che prigionieri della strada
a testa in giù, senza nessuna nostalgia
senza nessun rimorso, senza nessuna gioia, nessun dolore, nessun passato, nessun presente, nessun futuro

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