Home Festival for Families – il report della quarta giornata

L’ultima giornata di Home Festival, dopo i sold out delle sere precedenti, parte in sordina con diverse iniziative dedicate alle famiglie e ai bambini, a partire dall‘Holi, il festival dei colori che ha coinvolto grandi e piccini durante le prime ore del pomeriggio. Una magia senza età, che ha unito in un unico e contagioso sorriso le diverse sfumature di felicità.

Nel frattempo sul main stage si sono esibiti gli idoli dei teenager Benji e Fede, che, come dichiarato in conferenza stampa dal patron della rassegna, hanno devoluto l’intero incasso dell’esibizione alle vittime del terremoto che ha devastato il centro italia solo due settimane fa. Un gesto nobile, che dona luce a un’esibizione piuttosto banale ed acerba, ma naturalmente apprezzata dalle ragazzine in delirio con i loro stravaganti striscioni.

Segue il giovane cantautore pop-rap Coez, che nonostante la mole ridotta del pubblico riesce a portare sul palco una bella esibizione. Notevole anche l’esecuzione della cover di “Che cosa mi manchi a fare” del fenomeno indie Calcutta.

Proprio durante l’esecuzione della cover sopracitata, nell’area Jack Daniel’s c’è grande fermento per la conferenza stampa di Max Gazzè, che purtroppo viene interrotta per dei problemi tecnici. Ma il live che lo vedrà protagonista di lì a pochi minuti ripaga ogni delusione. “Dico quel che penso e faccio quello che dico, l’azione è importante” – parte dalla “Favola di Adamo ed Eva” il preludio di un concerto dalle molteplici sfumature e dalle variegate sensazioni. La facilità con cui il cantautore riesce a passare dalla poesia introspettiva di alcuni brani al ritmo incalzante di altri rende il live una continua sorpresa, ed è un attimo passare dal saltellare a ritmo di musica, a trattenere le lacrime mentre la voce strozzata sussura la dolcezza di alcuni testi.

Lacrime intessute di chitarre elettriche e abbandono, che attraversano la discografia dell’artista senza risentire degli sbalzi temporali che separano i vari brani: “Vento d’estate”, “Teresa”, “Cara Valentina”, “Mentre dormi”, “Mille volte ancora”, “Raduni Ovali”, “L’amore non esiste”, “Ti sembra normale”, “Sotto casa” – il tutto arricchito da un megaschermo interattivo con immagini stilizzate in 3d, che hanno donato al contesto un ulteriore tocco ipnotico. Il live, di quell’intensità che solo la sensibilità di Max sa regalare, si chiude con “Una musica può fare”, e come al solito, ha fatto tanto.

Un breve salto all’Isko Tent mi permette di scoprire Damien Mcfly, artista padovano dalle sonorità indie-folk, che mi rapisce immediatamente con la sua voce accattivante e una band cazzutissima ad accompagnarlo. Nonostante il pubblico sia in attesa degli headliner della serata Damiano riesce a trattenere sotto il tendone un gran numero di persone, me compresa, che mi sono goduta il live fino all’ultimo brano. Premio rivelazione Home a pieni voti.

Il tempo di raggiungere il main stage e sento intonare “La bestia nel grano” da Capossela e la sua folta schiera di musicisti. La scenografia, tipicamente agreste, vede un Vinicio in gran forma, che fin da subito regala “Gioia” e sorrisi ai presenti, invitandoli più volte a posare gli smartphone ed abbracciarsi. Il repertorio spazia dai classici della tradizione ai brani più conosciuti; il pubblico esplora ogni sonorità con la stessa curiosità e attenzione, per poi esplodere sulle note di “Marajà”, “Che coss’è l’amor”, “Pena de l’alma”, “Il ballo di S. Vito”. La sensibilità di Gazzè rivive nell’esecuzione della malinconica “Ovunque proteggi”, poesia per le orecchie e per l’anima.

Ma non è finita. Nonostante la pioggia e il ritardo sulla scaletta, è il momento degli headliner internazionali della giornata, gli attesissimi 2 Cellos, che si presentano sul palco in tutta la loro innata eleganza e il loro indiscusso talento. La performance è un crescendo di potenza, carisma ed energia, che dopo i primi tre brani mette a tacere persino il cielo, che si placa sulle note delle cover più famose della storia del rock, eseguite magistralmente al violoncello dai due giovanissimi musicisti. Poche parole separano un brano dall’altro.

  • Do you want more?
  • Yes
  • Ok

questo il dialogo intrattenuto con il pubblico, che naturalmente non ha smesso, fino alla terza apparizione sul palco, di chiedere a gran voce altri brani. Uno dei live più appassionanti, il mix perfetto tra raffinatezza e vigore, che suggella una giornata intrisa di continue emozioni.

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