Home Festival – il report della prima giornata

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Energia, bellezza, spensieratezza, emozioni, sorprese – parte all’insegna della positività e del sentirsi ‘a casa’ questa edizione 2016 dell’Home Festival di Treviso. Dopo il discreto successo della data zero, che ha visto migliaia di persone di ogni età prendere d’assalto l’area da circa centomila metri quadri allestita in zona ex Dogana, alle 17:00 del primo settembre l’Home ha aperto i suoi cancelli al pubblico di fan provenienti da tutta Italia ed Europa, ma soprattutto ai giganti dei live che hanno animato la rassegna musicale di questa prima giornata.

Durante la conferenza stampa Amedeo Lombardi ha espresso con gioia il suo entusiasmo per l’ottima partenza dell’evento, che ha radunato giovani provenienti da ogni zona dello stivale, e ai quali è stata per la prima volta offerta la possibilità di vivere l’esperienza del festival h24, grazie alla presenza del “Garden”, completamente arredato a campeggio. Dibattiti letterari, arte, cultura, mercatini, corsi, installazioni – ogni spazio è stato adibito con cura per rendere questo festival sempre più all’avanguardia e ricco di attrazioni che vadano oltre la pura fruizione di un concerto. Ma è inutile negare che è proprio la musica a fare da padrona sugli 8 palchi dedicati.

Il main stage vede esibirsi per primi i John Canoe, il trio romano reduce dalla recente vittoria dello Sziget & Home Sound Fest 2016. Il loro sound surf/garage rock scalda (nonostante ci pensi già il sole) il pubblico che sta iniziando ad affollare il palco principale.

Dopo una breve pausa, sulle note di “Cronometrare la polvere” ecco arrivare i Ministri,  band alternative rock milanese in tour con “Cultura generale”. L’esibizione conferma l’empatia che la band alternative rock milanese ha con i suoi fan. Un vortice di adrenalina percorre le prime file della marea umana che si esalta in un crescendo di salti e spintoni ad ogni brano. La classica scaletta del tour viene privata di alcuni brani, ma senza “Comunque” rinunciare a “Tempi bui” – “Alberi” – “Spingere” –  “Non mi conviene puntare in alto” – “Bevo”. Piovono rane anche dal cielo di Treviso, e con l’intramontabile “Palude” il gruppo milanese racchiude l’anima della performance in un emozionato coro di voci. Si sale “Diritto al tetto” per poi planare, nonostante nessuno abbia voglia di scendere, su “Abituarsi alla fine”, che chiude con sorrisi e sudore un breve ma intenso live.

Nel frattempo sul palco della Jack Daniel’s Giò Sada, ultimo vincitore del talent X-Factor, presenta in anteprima il suo nuovo singolo, che anticipa l’album in uscita il 23 settembre. Il brano, eseguito in una versione acustica arrangiata appositamente per l’occasione, vede un Giò Sada particolarmente emozionato, ma felice di essere riuscito a materializzare un progetto discografico con le sue forze.

QUI l’articolo sulla presentazione di “Volando al contrario”.

Nel main stage è invece il momento de I Cani, in tour con il fortunatissimo album “Aurora”. Anche la scaletta della band romana risulta mutilata dai tempi concessi al live, ma il gruppo romano riesce a concentrare ugualmente le due facce semanticamente opposte della discografia. Si parte con “Questo nostro grande amore” per poi proseguire in un continuo alternarsi di presente e passato – “Le coppie” , “Maledetta sfortuna” – senza che il pubblico risenta dei piccoli sbalzi temporali. È come se Contessa fosse cresciuto insieme ai suoi fan, maturando nei testi e nella consapevolezza della voce e delle melodie e creando con essi un legame naturale.

Nell’indecisione tra “Finirà” e “Non finirà”, Contessa passa più volte dal microfono alla tastiera, mostrandosi in tutta la sua disarmante sensibilità. Dalle note interstellari di “Aurora” si passa alla straziante “Il posto più freddo”. I lacrimoni fanno strada ai sorrisi con l’esecuzione di “Velleità” e “Lexotan”, Contessa si lancia sul pubblico e ringrazia la storica band, concludendo così un live fatto di diverse sfumature artistiche ed emozionali, ma tutte ugualmente terapeutiche.

Dopo un giro tra i vari palchi, dove si sono susseguite le esibizioni di Davide Vettori, Selton, Dardust, Yakamoto Kotzuga, Jack Caselli, 2manyDjs, Recondite, Ifiglidichecco e Inude, è arrivato finalmente il momento degli attesissimi headliner della giornata: gli Editors, in tour estivo con la promozione di “In Dream”. Potenza, carisma, presenza scenica – la band inglese ha immediatamente conquistato il pubblico, che non si è risparmiato per nessuno dei brani in scaletta. “No Harm” – “Sugar” – “Smokers outside the Hospital Doors”“Munich”, “The Racing Rats” – “Forgiveness” – “Eat Raw Meat” – “Formaldehyde” – “Munich” – “All the kings” – “The Pulse”, un repertorio ricco di pathos ed emozioni, che ha coinvolto ogni centimetro dell’area dell’ex dogana, dalle prime alle ultime file.

Sulle note di “A Ton of Love” si tocca la vetta più alta di un live dalle mille sfumature energiche. Ma con “Papillon” e “Marching Orders” si giunge purtroppo all’epilogo, scrosci di applausi, Tom Smith ringrazia ancora una volta tutti, sigillando la chiusura di una prima giornata ricca di emozioni e sorrisi, che sono solo il preludio di altri 3 giorni di pura magia.

 Il video riassunto della prima giornata:

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