Home Festival – il report della seconda giornata

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Boom di presenze per la seconda giornata dell’Home Festival. Ad incendiare la serata i pionieri dell’elettronica The Prodigy, che hanno letteralmente fatto impazzire ogni angolo della ‘casa’.

Dopo il successo della prima giornata con Selton, John Canoe, Ministri, I Cani ed Editors, l’Home ha aperto i cancelli ai migliaia di fan provenienti da tutta Europa in occasione del secondo attesissimo appuntamento con la rassegna musicale più grande d’Italia.

I primi ad esibirsi sul main stage sono stati Il Teatro degli orrori, la band alternative rock capitanata dal “poeta maledetto” Pierpaolo Capovilla. Una scaletta decisamente ridotta, ma interpretata con l’intensità tipica del “teatro”. Capovilla esalta, emoziona, fa riflettere e poi sorridere. Ringrazia i suggeritori, ma subito dopo pronuncia la frase, che senza troppi inutili giri di parole, sigilla la perfomance:

Il silenzio è prezioso, il silenzio è narrativo.

Il tempo necessario ad  allestire il palco ed è la volta di Alboroise & The Shengen Clan, il beatmaker e musicista italiano con l’anima giamaicana fondatore della band Reggae National Tickets, tornato a calcare i palchi nel 2016 con il nuovo album “Freedom & Fyah”. Un pubblico caloroso e felice ha accompagnato l’intera performance, che ha messo in scena un repertorio ricco ed eterogeneo, dove tutti i musicisti hanno contribuito allo splendida riuscita del live. Ineceppibile il carisma del leader della band, che non ha perso occasione per confermare le sue doti artistiche ed esprimere il desiderio “di un mondo più verde“.

Ma sui vari palchi dell’ex Dogana si sono alternati Benjamin Stanford, meglio noto come Dub Fx, il musicista australiano dallo stile dub, drum and bass e hip hop, ha scelto l’HF per presentare la sua ultima fatica musicale fresca di stampa; ma anche i paladini del sincero punk in dialetto veneto, ovvero i Rumatera, capaci di tradurre musicalmente lo stile di vita e la mentalità dei ragazzi di campagna. In giugno hanno sfornato l’ultimo nuovo video del singolo “Areo”.  E a completare la lista gli Après La Classe, gruppo leccese che vibra tra il dub rock e l’electro rock che nell’ultimo album “Riuscire a volare” vantano un’importante collaborazione con Giuliano Sangiorgi, il frontman dei Negramaro.

Nel frattempo il pubblico del Clipper stage, in trepidante attesa di  fronte a un’affascinante scenografia industrial, è esploso all”arrivo sul palco dei Prodigy, una vera e propria detonazione di energia e suoni elettronici sulle note di “Breathe”, che hanno investito la marea umana amalgamata dal pogo e dal sudore.

La setlist è stata un perfetto mix della loro carriera e infatti dal 1997 si passa direttamente al 2016 con “Nasty” il primo singolo estratto dal loro ultimo album in studio. Nessuna tregua e già dalla terza canzone parte il famoso eco: “It’s an omen, It’s an omen, It’s an omen, It’s an omen”

Un bellissimo coro di voci intona l’intera canzone, brividi e sempre più sudore. Si ritorna a una delle nuove canzoni “Wild Frontier” per poi sparare un altro classico infernale: “Firestarter” prima di eseguire i nuovi pezzi. Si susseguono Roadblox, Rok Weiler e The Day Is My Enemy. Niente da fare, la band inglese non vuole far riposare nemmeno per un secondo il pubblico, ed è subito tempo di “Voodoo People”.

Get Your Fight On, Run With the Wolves, Invaders Must Die, Poison sono i quattro pezzi prima del pre-finale con la controversa “Smack My Bitch Up”.  Maxim urla “get down”, il pubblico, complici l’emozione e la foga, ci mette un po’ a capire e ad abbassarsi, creando una scenografica ondata umana.  E’ arrivato l’encore e i quattro di Braintree eseguono un tris con Their Law, No Good (Start The Dance) e Take Me to the Hospital, una canzone finale più che adatta, soprattutto per chi si sarà ritrovato pieno di lividi.

Poche parole da parte dei Prodigy, solo tanta carica, musica e bravura. Un concerto tecnicamente meraviglioso, senza soste, senza sconti, ed accolto dal pubblico con la stessa esuberante energia compulsiva..

La giornata, per gli amanti della consolle, è continuata con Pendulum dj set & Verse, gruppo musicale rock elettronico drum and bass australiano formatosi nel 2002, che spazia fra trance, breakbeat e dubstep. A far ballare e scatenare in pista il popolo dell’HF ci hanno  pensato anche i Modestep, giunti da Londra con un dj set esclusivo dal sound che miscela dubstep, rock elettronico e drum and bass. E proprio sul fronte drum and bass hanno contribuito ad infiammare definitivamente la consolle Dj Ferro & Mc Def feat Sismino.

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