#Giornatamondialedelgatto – Leggende e curiosità

Atteggiamento di superiorità, sguardo sprezzante, insolenza agli ordini.. semplicemente gatti! Ma da cosa deriva tanta impertinenza? Ce lo chiediamo spesso, e soprattutto oggi, giorno ufficiale in cui si celebra la Festa Nazionale del Gatto.

La giornalista gattofila Claudia Angeletti, nel 1990, propose un referendum tra i lettori della rivista “Tuttogatto” per stabilire il giorno da dedicare a questi animali. Ad essere accettata fu la scelta di Oriella De Col, che propose questa data per diversi motivi:

  1. febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole.
  2. tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia
  3. il numero 17, nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto
  4. la sinistra fama del 17 è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite.
  5. il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”!

gattiIl mondo dei gatti è assolutamente affascinante, ma anche tanto complesso. Spesso siamo divertiti dalla loro arroganza e sfrontatezza nel disobbedire, altre volte ci fanno arrabbiare sul serio. Ma loro sembrano restare impassibili ad ogni tipo di reazione, conservando il noto atteggiamento di superiorità che li contraddistingue.

Potrete sgridarli, imprecargli contro, ma nulla li smuoverà dai loro propositi. Se hanno deciso di compiere una birbanteria, faranno di tutto per riuscire nel loro scopo. Ma cosa li rende così sprezzanti nei confronti delle regole umane?

Uno studio dell’Università del Giappone ha dimostrato che i gatti non rispondono ai propri padroni perché durante il processo evoluzionistico non hanno mai avuto bisogno di loro. Col tempo hanno imparato ad autogestirsi e a fare a meno dei comandi umani.

Lo studio ha testato le reazioni di una ventina di gatti, analizzando le risposte e misurando movimenti, vocalizzazione e dilatazione degli occhi.

Quando un gatto veniva rimproverato dal padrone drizzava le orecchie o girava la testa, senza però desistere totalmente da ciò che stava compiendo o aveva intenzione di compiere. La reazione al richiamo di una voce estranea era invece di totale indifferenza.

Quindi i gatti, pur riconoscendo la voce dei loro padroni, scelgono volontariamente di ignorarla. Ma nonostante i tanti dispetti, forse è proprio questa simpatica vanità a renderli così speciali ai nostri occhi.

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