FASK – “Forse non è la felicità”, quando il percorso è più importante della meta

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“Forse non è la felicità ciò che voglio, ma il percorso per raggiungerla”, questo il perno semantico attorno a cui ruota il secondo singolo estratto dal nuovo album dei Fast Animals and Slow Kids. Un brano a metà strada tra il miraggio della felicità e gli ostacoli superati per rincorrerla. Ma quanto c’è di reale alla fine di ogni sforzo? Ai Fask non interessa dare una risposta a questo quesito esistenziale, ma fornire un motivo per difendere ciò che di bello ci separa dal raggiungimento di un obiettivo, dalla realizzazione di un desiderio, dalle labbra della persona amata. Forse i veri momenti di gioia sono incastrati proprio lì, nell’ansia, nell’attesa, nel ricordo di un bacio.

Se il giorno è tenero
la notte mi consuma
e sfonda gli argini del vino in questa bocca

Perché ho ancora
la tua lingua incastrata fra i miei denti
Sì ho ancora la tua lingua incastrata qui fra i denti miei

Un brano intenso, un crescendo di pathos che si trascina con stremo fino all’alba, restando sospeso nella bellezza dell’incertezza.

“Forse non è la felicità” è una canzone importante per noi Fast Animals and Slow Kids. È un punto d’arrivo ma al contempo è una partenza verso qualcosa di nuovo. Si è presa molto del nostro tempo e delle nostre energie; è stata l’ultima canzone che abbiamo scritto per il nuovo album e per mesi abbiamo cercato il modo migliore di suonarla, abbiamo cercato di capirla a fondo. È una canzone a suo modo felice, come non ne facevamo da tempo. Si fa un gran parlare della felicità in questi tempi moderni, si pensa a come raggiungerla e a come preservarla una volta che la si ha tra le mani. Ecco questo è il nostro modo per dire che tutto ciò fondamentalmente non ci interessa. Non vogliamo far parte del dibattito, non ne abbiamo i mezzi, vogliamo semplicemente schierarci dalla parte di chi ha più a cuore il tragitto rispetto alla meta, vogliamo semplicemente cantare che forse la felicità non è così importante.

hanno dichiarato a proposito del singolo.

Anche il video del brano è giocato sul dualismo fra serietà e leggerezza, fra l’artificialità del lavoro di riprese e sceneggiatura e la spontaneità delle risate nel backstage.

Questa volta ci abbiamo provato a fare un video serio. Veramente. Siamo andati sul Subasio, un monte particolarmente caro a tutti noi umbri, con dei nostri amici registi, delle telecamere professionali e una sorta di sceneggiatura che prevedeva camminate in piano sequenza e playback in posti bellissimi. Una volta visto il risultato finale però, ci siamo accorti che tutto ciò non ci rappresentava, non rappresentava il nostro modo di fare le cose, da sempre in bilico tra tentativi di essere professionali e fancazzismo puro. Fortunatamente per noi, eravamo pieni di riprese di backstage e da qui ci è venuta l’idea alla base del tutto: dare importanza alla realizzazione del videoclip quanto al risultato finale. In accordo con quanto dice la canzone stessa, abbiamo riflettuto che forse il bello del video per questa volta non era vedere i nostri playback seriosi e basta; il bello del video era anche vedere le risate che ci stavano dietro e i continui tentativi di autosabotarci, anche a -6° con le Vans tra la neve. Alla fine, 2 Fask su 4 son tornati a casa con il raffreddore ma forse ne è valsa la pena. Tenere bene a mente ciò che siamo per noi sarà sempre importante.

Adesso elaboro una scusa
che mi preservi dal piacere
di aver guardato quella volta e quella sola
negli occhi di chi avevo accanto
Se il giorno è tenero
la notte mi consuma
e sfonda gli argini del vino in questa bocca

Perché ho ancora
la tua lingua incastrata fra i miei denti
Sì ho ancora la tua lingua incastrata qui fra i denti miei

Con quanta rabbia ancora vivo
quanto deserto ancora vedo
se il vuoto è immenso allora che circondi il sole
per oscurare ogni mia navigazione

Perché ho ancora
la tua lingua incastrata fra i miei denti
Sì ho ancora la tua lingua incastrata qui fra i denti miei

Rugiada leggera
distesa sulle scarpe
quest’alba s’innalza
ma è stanca, riposa
quest’alba s’innalza
ma è stanca, riposa

Forse non è la felicità ciò che voglio
ma il percorso per raggiungerla
Un alpinista che non vorrà quella vetta
ma solo il rischio di cadere giù
Forse non è la felicità
Forse non è la felicità
Forse non è la felicità
Forse non è la felicità

Sito web: www.fask.it

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