Ezio Bosso commuove l’Ariston: “La musica ci insegna ad ascoltare”

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Arriva sul palco dell’Ariston con la sua sedia a rotelle visibilmente emozionato, ma bastano pochi scambi di battute con Carlo Conti per intravedere la stessa commozione negli occhi lucidi della platea, nelle standing ovation in Sala Stampa, nel pubblico web che per la prima volta è unanime nel condividere il messaggio lanciato da Ezio Bosso:

“La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme”

Pianista, compositore, direttore d’orchestra e bassista italiano di fama internazionale. Dal 2011 Ezio Bosso è affetto da una malattia neurodegenerativa progressiva, ma che non è riuscita a scalfire il suo talento e il suo cuore.

La musica è una fortuna che condividiamo. E ci insegna la cosa più importante che esiste: saper ascoltare. La musica è una vera magia, non a caso i direttori d’orchestra hanno una bacchetta come strumento. Come diceva il grande maestro Claudio Abbado, la musica è la nostra vera terapia”.

Le evidenti difficoltà nell’esprimersi passano in secondo piano rispetto alla grandezza della lezione di vita trasmessa con passione, ironia, gioia. Quel sorriso che non ti aspetti e che invece c’è, e spiazza tutti indistintamente. 

“Noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell’ultima, che non è l’ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare.. questo ci rende liberi”.

Non c’è critica che tenga di fronte a una personalità così empatica. Prima della standing ovation finale però Bosso si è avvicinato al pianoforte, eseguendo un brano tratto dal suo ultimo album: “Following a bird”. 

Ho seguito con la mente questo uccellino e mi sono perso. Perdersi, perdere i pregiudizi e i dolori, è un modo per imparare a seguire ed avvicinarci gli uni agli altri. 

Musica per l’anima, parole per la vita. Quanto basta a rendere questa performance il momento più alto di questo Festival.

Grazie Ezio.

Fonte foto: © Daniele Stanisci

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