Dimartino feat Donà, “I calendari” spietati

dimartino

Ultima traccia di Un paese ci vuole, I calendari vede Dimartino in un emozionante featuring con Cristina Donà, uniti da un malinconico ‘settembre’ che sembra non volere più andare via

S’intitola I calendari, ed è il secondo brano estratto dall’ultimo progetto discografico del cantautore Dimartino, uscito lo scorso 21 aprile.

Il primo singolo, Come una guerra la Primavera, è reduce da una recente premiazione come Miglior Video dell’anno al Nuovo Festival del Cinema Musicale Italiano. I videoclip dell’album sono dei veri e propri mini-documentari sull’umanità, cercando di coglierne le sfumature più intime della realtà, la bellezza delle cose semplici, la riscoperta delle origini.

Anche ne I Calendari, i protagonisti del video sono osservati nei loro piccoli gesti quotidiani attraverso un vetro appannato, che appanna, ma non cancella.

La voce nostalgica di Dimartino si fonde perfettamente con la sensibilità melodica della Donà.

Meravigliosa canzone. Grazie Antonio per avermi invitata a cantarla con te

ha dichiarato Cristina all’uscita del pezzo. Un featuring riuscitissimo, che unisce la dolcezza di due artisti talentuosi e stilisticamente complementari.

Musica triste da un bar del porto

Mina che affoga in un letto

E sembra che non finisca mai Settembre 

Settembre è per molti il mese dell’abulia, fatto di giorni che si trascinano in un’amarezza senza tregua. Settembre spegne la spensieratezza dell’estate, costringendoci ad affrontare una realtà di consapevolezze che sanno di “pioggia, partenze, cabine rotte, vecchi ombrelloni, sabbia di ghiaccio”. Viaggi, addii, ritorni, tutto passa per poi tornare come marea che travolge ed affoga in un pianto.

Giorni da strappare
ore da ricostruire
date da dimenticare

Ogni minuto è un addio. Molto è da cancellare. Tutto da ricostruire. Ma alcuni ricordi sono più forti del trascorrere delle stagioni, e resteranno per sempre negli occhi, nelle mani, nel cuore.

E sembra che non finisca mai Settembre
e se domani cambierò vestiti
tu riconoscimi dagli occhi, o dalle linee delle mani
basterà

Lascia un commento