“Coprifuoco” – secondo singolo per Le Luci della Centrale Elettrica

coprifuoco

Come promesso, Le Luci della centrale elettrica hanno pubblicato anche il secondo singolo estratto da “Terra”. S’intitola “Coprifuoco” ed anticipa il nuovo disco in uscita il prossimo 3 marzo. Dopo il successo del primo singolo “Stelle marine” (QUI la recensione), Vasco Brondi regala un’altra perla dallo sfondo semantico ricco ed impegnato, che passa in rassegna eventi epocali e fatti personali, oscillando senza sforzi da un’immagine all’altra con in sottofondo la tabla elettronica, una specie di drum machine proveniente dall’India.

“Cadeva la sera / su una bella e malandata Europa multiculturale”, questo l’incipit che apre il “Coprifuoco”. E subito dopo ecco arrivare gli attentati, i sopravvissuti, la salvezza condivisa per ricordare e ricordarsi di essere ancora vivi, gli eroi dimenticati, la pace che stenta ad arrivare, gli occhi chiusi per guardare fuori.

e dove c’era un minareto un campanile
c’è un albero in fiore fra le rovine
ci siamo noi due accecati dal sole
mentre cerchi di spiegare
cos’è che ci ha fatto inventare
la Tour Eiffel le guerre di religione
la stazione spaziale internazionale le armi di distruzione di massa
e le canzoni d’amore
cos’è che ci rende unici e fragili
con 7 vite 7 miliardi di desideri
una pelle molto sottile
sempre assaliti dai pensieri
su questo pianeta chiamato Terra
anche se come noi è quasi soltanto acqua
come noi tra un amore e una guerra
assediati da quello che manca

In questa strofa c’è l’eco di un viaggio in Bosnia che Vasco Brondi ha compiuto con un amico una decina di anni fa: a Mostar la scoperta che campanili e minareti ormai crollati si assomigliavano tutti, dalle macerie non si riusciva a distinguere l’uno dall’altro. Al loro interno erano già cresciuti gli alberi, il tempo passato dalla fine della guerra si misurava con la loro altezza.

Aerei mlitari che come certi baci non fanno rumore
e dove c’era un minareto un campanile
c’è un albero in fiore fra le rovine
ci siamo noi due accecati dal sole
mentre cerchi di spiegare
cos’è che ci ha fatto inventare
la Tour Eiffel le sinfonie di Beethoven
la stazione spaziale internazionale le armi di distruzione di massa le canzoni d’amore
cos’è che ci ha fatto inventare
la Tour Eiffel le sinfonie di Beethoven
la stazione spaziale internazionale le armi di distruzione di massa le canzoni d’amore

In questo viaggio tra le rovine della guerra s’incastra la partenza di una ragazza che si trasferisce a Toronto per poi accorgersi che quella città non è altro che una Varese più grande e che c’è anche un uragano in arrivo a cui gli esperti hanno dato il suo stesso nome.

e per andare via da me da te
dalla piazza della cattedrale
hai scoperto che Toronto è una Varese più grande
ma a parte il freddo non si sta poi così male
e li ci sono ragazze come te che da piccole sono state molto sole
adesso sono più forti di un intero paese
c’è un uragano con il tuo nome

 

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