“Chagall”, il nuovo album di Cassandra Raffaele

Cassandra Raffaele torna con “Chagall”, un disco dalle sonorità rinnovate e prodotto con la collaborazione di Elio (di Elio e le storie tese), Brunori Sas e Nico And The Red Shoes

Cassandra Raffaele torna sulla scena musicale con “Chagall”, un progetto discografico dal sound sperimentale, con una produzione artistica curata in prima persona dalla stessa Cassandra e tre collaboratori d’eccezione: Elio (di Elio e le storie tese), Brunori Sas e Nico And The Red Shoes.

Il disco, pubblicato da Leave Music e distribuito da Sony Music, è disponibile da venerdì 30 ottobre nei negozi tradizionali, in digital download e sulle piattaforme streaming. Le dieci tracce di “Chagall” segnano una svolta molto importante per la carriera della cantautrice siciliana.

L’idea del suono dell’album parte, come prima ispirazione, da un vecchio pezzo anni 80 dei Violent Femmes, “Blister in the sun”.

Volevamo che di base ci fosse quella semplicità strumentale, imperfetta, ma fortemente riconoscibile. Da qui è poi partita la ricerca e la sperimentazione: unire quel mondo “grezzo”, fatto di ritmiche e reef di chitarre punk “sporche”, ai suoni sintetici del trip hop e il dub step, cercando un equilibrio tra il linguaggio digitale e analogico. Ho buttato giù le prime idee, utilizzando un banalissimo garage band su un notebook.

Tutte le idee pensate e nate nella fase d’esordio, sono poi state riprese e trasposte nella produzione finale grazie a Carlo Longo (co-arrangiatore del disco) e il chitarrista Osvaldo Lo Iacono.

Molti di quelli che sembrano synth, in realtà sono chitarre “trattate” con filtri di inviluppo e passa-basso a pedale originali della Moog come ad esempio nei brani “Chagall” e “Meditazione”. Il suono delle chitarre è dunque la sintesi di una combinazione tra strumenti vintage e pedali “creativi” di costruzione analogica.

Anche per la scelta dei synt sono stati uniti i due mondi. Accanto ai suoni digitali prog e dub step della microKorg XL plus con vocoder, agli organetti psichedelici Nord (Il Filo, I fiori di Battisti) ci sono chicche analogiche, come il piano elettrico Wurlitzer originale che è stato aggiunto da Andrea Suriani, allo studio Alpha dept di Bologna.

Il suono della voce è stato ugualmente pensato e ricercato, sia per gli ambienti che per le armonizzazioni. La voce è stata “ambientata” da Giacomo Fiorenza con un reverbero plate analogico originale.

Insomma “Chagall” è il risultato di una sperimentazione musicale completamente rinnovata rispetto al disco precedente della cantautrice, ma curata con la stessa ricercatezza sonora e semantica, facilmente riconoscibile in ogni traccia.

Chagall è il frutto di un personale gioco musicale. Ho lasciato che fosse l’istinto creativo a guidarmi in quello che facevo. Ho voluto esplorare suoni, ambienti musicali differenti tra loro, per raggiungere un sound originale e riconoscibile. Quest’attitudine mi ha permesso di evolvermi prima di tutto come persona e, di conseguenza, anche artisticamente.

Di seguito la tracklist del disco raccontata da Cassandra Raffaele:

  • CHAGALL

È la track di presentazione dell’album e del mondo musicale che propongo. Un reef di basso synt introduce il pezzo, alternandosi ad un basso funky sull’inciso. Una particolarità del brano sono le chitarre, suonano come synt. Sono state “trattate”con pedali originali della Moog. Il testo è surreale. Ma non fuggo la vita. La guardo semplicemente da differenti prospettive.

  • CANE CHE ABBAIA MORDE

Chitarra acustica, andamento folk, cassa “dritta”. Così parte il brano. Poi raddoppia all’improvviso ed entrano suoni dub step distorti e chitarre power punk. Inizi a ballare senza accorgertene. Ma ascoltando il testo, scopri che è tutt’altro che scanzonato.

  • LA SIRENA E IL MARINAIO feat. BRUNORI SAS

Ho pensato ad un duetto ambientato sulle onde, tra una sirena ammagliatrice e un marinaio avventuriero. Il marinaio è Dario Brunori, dalla voce calda e avvolgente. L’unico brano dell’album, volutamente, senza chitarre. Ho preferito dare spazio ai dialoghi sintetici delle keyboards anni 80. Finale strumentale ed evoluzione della storia assolutamente a sorpresa.

  • IL FILO feat. NICO AND THE RED SHOES

Pensate ad un brano surf ma targato 2015. Fatto? Chitarre elettriche che si ritrovano all’improvviso in una dimensione assolutamente trip hop. Aggiungete la voce elegante di Nico from Paris e la bomba è servita.

  • VALENTINA

Ci sono due donne. Un abbandono. Una scoperta. Una vita da resettare. Per gli arpeggi delle chitarre, abbiamo scelto il suono di una vecchia Meazzi della fine degli anni 60. I cori sono stati trattati come synt.

  • MEDITAZIONE feat. ELIO (di “Elio e le storie tese)

Il brano si apre con un coro tipo polifonico accompagnato da un church organ. Un’atmosfera quasi sacra, per introdurre Elio, nei panni di un guru molto estroso. Ritmo coinvolgente, con clap anni 80 e chitarre che suonano come synt.

  • CHIEDIMI

L’unica traccia nuda dell’album. Piano e voce, per raccontarti una storia che ti prende dal profondo.

  • A (T) TRATTI

Questa canzone nasce da un’immagine forte, che ho avuto dopo un sogno: una donna canta con degli elettrodi in testa, distesa su un lettino. Sta facendo un elettroencefalogramma. Ma al posto delle onde alfa, scorrono le immagini della sua vita. Rullanti e timpani predominanti nella ritmica. Chitarre dal suono grezzo, contaminate da synt, per raccontarti un’ossessione d’amore al quanto distruttiva, in cerca di redenzione.

  • SENZA FARSI MALE

Un pezzo di cuore e di pelle nel testo. La melodia del brano può ricondurre alle atmosfere tipiche della canzone italiana, ma l’arrangiamento spiazza, perché nell’inciso raddoppia tutto ritmicamente e i suoni sono decisamente più indie rock.

  • I FIORI DI BATTISTI

Voglio lasciarti “preso bene”, con il “brano-farmaco dell’umore”, dall’effetto antidepressivo immediato. Atmosfere “Flowers Power” con chitarre stile Santana, a tratti psichedeliche, per impacchettare il tutto.

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