Canzoni per la libertà – la playlist del 25 aprile

libertà

Il 25 aprile e la forza della libertà attraverso la musica – le parole di chi, attraverso le sue canzoni, ha voluto omaggiare la Lotta Partigiana, la Resistenza e l’Amore per l’Italia.

La playlist, tutta italiana, di chiaranoica:

Giorgio Gaber – La libertà 

“Finalmente, dopo anni di oppressione siamo liberi, il mondo si è liberato. Niente più paure, violenze, ingiustizie, barriere, muri, sono fiero di poter affermare che ci siamo liberati di tutto. L’unica cosa che non sono riuscito a fare, è di liberarmi della libertà! Sono troppo libero, libero come un uomo.”

Subsonica – Liberi tutti

Al brano ha collaborato il cantautore romano Daniele Silvestri. Una fuga dalle galere, reali e metaforiche, che ci liberi dai virus della mediocrità, dai dogmi e dalle televisioni, dalle bugie, dai debiti, da gerarchie, dagli obblighi e dai pulpiti, da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno.

Appino – La festa della Liberazione

Sulla scia di “Desolation Row” di Bob Dylan, tradotta e cantata anche da Fabrizio De André con il titolo “Via della povertà”, Appino ci propone una versione più umile del componimento, dedicando il suo video a Lucio Dalla.

In questo paesino di grandi depressi
Pochi squallidi amplessi, la mediocrità.

Il Teatro degli orrori – Compagna Teresa

Tratta dall’album “Dell’impero delle tenebre”, Compagna Teresa è la personificazione di un’ideologia, una canzone-elegia divisa fra l’amore e la fuga, la guerra e la libertà, la vita e la morte.

Compagna Teresa, ogni giorno ci portla vita e la mortei la vita
Teresa non distrarti e corri più forte, più forte che puoi
parlami Teresa e dimmi, dimmi che non è sangue il sangue che vedo

quanto sei bella Teresa
lo sai con te muore ciascuno di noi
Teresa non piangere

CSI – Linea Gotica

Linea Gotica, già nel titolo contiene un palese riferimento all’occupazione nazifascista in Italia. La canzone si apre con una citazione di un racconto di Beppe Fenoglio, contenuto ne I ventitré giorni della città di Alba con riferimenti alla città piemontese, protagonista di un capitolo della storia della Resistenza italiana.

Alba la presero in duemila il 10 ottobre
la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944
anche la disperazione impone dei doveri
e l’infelicità può essere preziosa

Sono presenti inoltre riferimenti a Germano Nicolini (il “comandante diavolo”) e a Giuseppe Dossetti (il “monaco obbediente”), simboli della Resistenza emiliana, il primo di parte comunista, il secondo cattolico.

Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi

Ivano Fossati – Il Passaggio Dei Partigiani

Signor comandante della pattuglia, ma non le pare di sentire
Dal fondo dei faggi alla collina come qualcosa che si avvicina
La strada che taglia per il paese dove diventa serpentina
A noi qui pare di sentire come un motore che s’avvicina
A noi qui pare di sentire più di un motore che s’avvicina.

https://www.youtube.com/watch?v=vLiaKom99bg

Africa Unite – Il partigiano John

La canzone fa parte della raccolta/progetto ‘Materiale resistente’. Il partigiano John è in realtà Francesco Raviolo, nonno di Madaski, partigiano appartenente alla Brigata Garibaldi, piemontese, ucciso in uno scontro a fuoco mentre ritornava a casa con una ventina di compagni dopo la liberazione di Torino. John nel brano ha 70 anni, ma la sua lotta per libertà è ancora in atto, tanto che è disposto a imbracciare il suo vecchio fucile e continuare a combattere. Cambiano i nemici, ma non la forza di un’ideale.

È quel passato che affiora son scatti di rabbia e tensione, non regge più
John lo sa, ha settant’anni e tornerà ad imbracciare il suo fucile
se deve, andrà, è un partigiano e lotterà.. c’è pietà?

Francesco Guccini – Auschwitz

Guccini in questo brano interpreta la drammatica storia di un bambino bruciato in un campo di concentramento. La sua storia è assunta a simbolo delle sei milioni di morti perpretate dall’orrore hitleriano, che il cantautore condanna con estrema delicatezza, estendendo la sua denuncia a ogni forma di conflitto che imbruttisce l’umanità.

Ad Auschwitz tante persone
ma un solo grande silenzio

Francesco De Gregori –  Viva l’Italia

Un riferimento alla Resistenza e alla strage di Piazza Fontana, e un omaggio sentito a quella parte del nostro paese che ancora oggi conserva la sua memoria storica e resiste alle ingiustizie e alle violenze. Le strofe sono costruite secondo un gioco semantico di contrapposizioni tra l’“Italia dimenticata” e l’“Italia da dimenticare”.

Viva l’Italia,
l’Italia liberata

Viva l’Italia,
l’Italia che resiste.

Marlene Kuntz – Hanno Crocifisso Giovanni

Anche questo brano fa parte del progetto “Materiale resistente”, pubblicato nell’aprile 1995 in occasione del cinquantesimo anniversario della liberazione d’Italia dal fascismo.

La morte è vicina alla terra quanto e più del grano che marcisce 

Skiantos – Fischia il vento

“Fischia il vento” è una celebre canzone popolare sulla Resistenza, scritta dal colonnello Felice Cascione, comandante partigiano sulle montagne della Liguria e medaglia d’oro al valor militare, sull’aria della canzone russa Katiuscia, scritta nel 1938 dal poeta Michail Vasiľevič Isakovskij e portata in Italia dai nostri reduci dopo la campagna di Russia. È il canto che conobbe maggior diffusione e popolarità durante la lotta di Liberazione ed è qui interpretato dagli Skiantos.

Cessa il vento e calma è la bufera
torna a casa il fiero partigian
sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, e alfin liberi siam!

Modena City Ramblers – Bella Ciao

Canzone simbolo della Resistenza italiana, qui cantata dai Modena City Ramblers, che l’hanno inclusa nell’album “Appunti partigiani”, che riprende idealmente i contenuti di “Materiale Resistente”, antecedente di dieci anni.

È questo il fiore del partigiano
Morto per la libertà.

 

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