Bob’s Burgers e Miyazaki nel giorno del Ringraziamento

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Cosa mai potranno avere in comune Bob’s Burgers, serie animata USA comparsa nel 2011 che narra le vicende di una famiglia americana impegnata, tra mille peripezie, a gestire un fast food, e Hayao Miyazaki, il massimo esponente dell’animazione giapponese?

La risposta la possiamo ritrovare nel parallelo che si viene a creare confrontando “Il mio vicino Totoro” di Miyazaki, lungometraggio del 1988, con il quinto episodio della terza stagione di Bob’s Burgers, intitolato “Grazie al Ringraziamento”.

Sono diversi gli elementi che avvicinano la serie di animazione Bob’s Burgers al metaforico cinema di Hayao Miyazaki: il giorno del Ringraziamento, il ruolo della famiglia, la sensazione di solitudine.

Se “Totoro” riporta la pienezza della maternità nella casa troppo silenziosa delle due sorelle Satsuki e Mei, con un padre sommerso dall’obiettivo lavoro mentre la moglie cerca di superare una grave malattia rinchiusa in ospedale, il tacchino per Bob diventa personaggio in un solitario giorno del Ringraziamento. Perché per Bob il Ringraziamento è famiglia, tradizioni, ricordi e rituali da rivivere, è un continuo ritorno all’essenza delle sue fatiche.

Bob insieme alla moglie Linda e i suoi tre figli tirano avanti un piccolo ristorante fast food di hamburger, ma si disperdono nella routine della gestione, spesso tenuta in malo modo, avanzando tra ansie e insoddisfazioni. Ed è proprio il proprietario dello stabile dove si trova sia il ristorante che la casa di Bob, il signor Fischoeder, a capovolgere il giorno tanto atteso dal capofamiglia. Con un vero ricatto economico, la “Proposta indecente del Ringraziamento” che è il titolo originario dell’episodio, si porta la famiglia Belcher nella sua abitazione per loschi motivi sentimentali (vuole riconquistare la sua ex fiamma) promettendo cinque mesi di affitto gratis a Bob.

il mio vicino totoro

Il giorno del Ringraziamento si trasforma, così, nel trasferimento in una villa dall’estetica burtoniana, come lo stesso signor Fischoeder definisce: “Costruita da un torrido e paranoico”.

I ruoli familiari si fanno maschera per recitare la famiglia che non rappresentano e lasciando Bob solo in cucina tra fornelli, assenzio e un/il tacchino.

Il tacchino è “uno di famiglia” fin dalle prime battute, quando Bob lo sceglie nel supermercato come se fosse un cucciolo da allevare: dietro quel simbolo della tradizione ci sono gli affetti, la fuga dal lavoro quotidiano, il pulsante cuore dei Belcher che vivono anche i giorni più grandi immersi nelle piccole cose come il “rituale” del Ringraziamento: Bob che prima gioca con le ossa di pollo con Tina, poi a football con Gene, infine mette in scena una sorta d’indagine su un omicidio con Louise.

Ormai calati nella parte, Bob trova nel tacchino il suo amico barcollando tra assenzio e solitudine: nel momento del brindisi, la sua sensazione di isolamento si apre come una sorta di tela squarciata sul mondo di Hayao Miyazaki. Ed ecco che il tacchino è come Totoro, “Il mio vicino Totoro”, spirito del bosco e compagno delle due sorelle che vivono una vera e propria fuga dal padre a lavoro. La natura con la sua abbondanza è come un seno materno che le nutre di creatività e colori, immaginazione e fioriture, fantasia e viaggi sensoriali.

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Bob attende il giorno del Ringraziamento per assaporare il gusto del tacchino intorno al tavolo della sua casa; ma, è il lavoro un’altra relazione tra “Il mio vicino Totoro” e Bob’s Burgers. Il lavoro è denaro, modernità, distrazione dal senso della vita.

Il tacchino gigante come Totoro rianima la forza della natura, da cui l’albero “capitalizzato”: come in un’operazione di Pop Art molti stereotipi sulle abitudini alimentari degli americani si elevano a nuova dimora. Bob accanto al tacchino/Totoro, sulla punta dell’albero, suona dolcemente il flauto (che in realtà è la bottiglia d’assenzio). Tutte le sensazioni dal sapore di assenzio si mescolano con la presenza della famiglia. Anche le due sorelle in Miyazaki cercano la madre in Totoro, il ritorno alla famiglia, lo stare insieme.

I legami narrativi tra quest’episodio di Bob’s Burgers sono nel significato simbolico del Ringraziamento; una tradizione che unisce i Padri Pellegrini con i nativi d’America in un incontro che porta abbondanza con cui superare le persecuzioni, la morte, la desolazione delle terre americane. La natura, dunque, è compagna e ricchezza.

Possiamo rileggere la poesia di Miyazaki nel valore della famiglia, nella leggera e persistente frustrazione quotidiana, nella fuga: dalla schiavitù del lavoro, dalla solitudine, dalla città, dal cibo in scatola.

Tutto il resto, in questi pochi secondi di trasposizione cinematografica, è il mondo di Hayao Miyazaki che possiamo “guardare” anche solo ricordandolo.

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