L’energia dei Fast Animals and Slow Kids e The Zen Circus conquista il Beat Festival

Un’esplosione di energia, vita e felicità questa seconda data del Beat Festival che ha visto alternarsi sul palco due pilastri della scena indie-rock italiana: i Fast animals and slow kids e The Zen Circus

Dopo l’apertura in sordina del musicista e compositore Tommaso Novi, che ha riscaldato l’atmosfera del Parco di Serravalle con la sua satira dissacrante, il pubblico è deflagrato completamente con l’ingresso dei Fast animals and slow kids. Prepotenza, forza, empatia. Ogni nota è un’Asteroide pronta a colpire come un Calcio in faccia. Vecchi e nuovi brani si alternano in un crescendo di partecipazione, emotiva ma soprattutto fisica. La scarica adrenalica di Maria Antonietta e Come reagire al presente lascia spazio ai pezzi dell’ultimo disco – Tenera età, Montana, Annabelle – fino a Forse non è la felicità, che chiude il live con il suo testo di struggente bellezza. Ancora una volta la band di Perugia capitanata da Aimone Romizi non si risparmia, regalandosi fino all’ultima goccia di sudore.

Forse non è la felicità, ma un percorso per raggiungerla..

 

Il tempo di cambiare gli strumenti e l’atmosfera viene di nuovo infiammata dalla Terza guerra mondiale dei The Zen Circus, pronti a replicare con la stessa energia dei Fask (che hanno palesato la loro gratitudine per la band che li ha portati al successo) un concerto libero da freni. Il cinismo di Appino sferra colpi senza sosta e senza repliche. Da Andate tutti affanculo a Pisa Merda, fino alla malinconica consapevolezza che L’anima non conta – il live non perde vigore nonostante l’assenza di pause, e il pubblico accoglie il finale di Nati per subire e Viva con instancabile energia. Ad incitarli il carisma indiscusso del trio Andrea Appino, Karim Qqru e Massimiliano “Ufo” Schiavelli, che ha tenuto testa a una schiera di fan scatenati ed esigenti di questa ultima data Toscana in compagnia dei ‘fratelli’ di Perugia.

Tanto vivi si muore..

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