Siamo tutti un po’ “Betty”, l’eroina contemporanea cantata dai Baustelle

betty

Un’adolescente alle prese con l’obbligo di omologarsi alle abitudini e alle mode della sua generazione, in continua lotta tra la sensazione di essere nel posto sbagliato e il desiderio di essere se stessa senza forzature. Questo lo sfondo semantico in cui si muove Betty, l’eroina del nostro tempo in cui ognuno di noi può riconoscersi

Sono amico di Betty, usciamo insieme.
Andiamo agli aperitivi e ai concerti, incontriamo persone per strada, nei bar e nelle camere da letto. Abbiamo profili memorabili e foto che non riusciamo a stampare.
Vorremmo sedurre il mondo.
A lei piace una musica, a me un’altra.
Spesso facciamo le cose che non vorremmo fare. Quando non stiamo insieme la spio. Come lei, senza un motivo a volte rido e a volte piango. Sono arrivato a una conclusione: Betty siamo noi.

queste le parole che hanno accompagnato la pubblicazione del videoclip del brano sulla pagina facebook dei Baustelle.

Ride quando la tocchi
Finge quando sorride
Manda messaggi al mondo
Quando le va di uscire
Che bel profilo
E quante belle fotografie

Betty è bravissima a giocare
Con l’amore e la violenza
Si fa prendere e lasciare
Che cos’è la vita senza
Una dose di qualcosa
Una dipendenza

Betty è l’adolescente che si preoccupa più di apparire felice che di esserlo, i suoi sorrisi sono finti, immortalati ed esposti su un profilo facebook senza anima. La condivisione diventa presto una dipendenza, un modo malsano di mostrarsi sereni e sentirsi vivi attraverso i like, mentre la vita percorre binari paralleli che non incontrano mai il treno in corsa delle astrazioni virtuali.

Betty ha talento, va a ballare
Con l’amore e la violenza
Vive bene, vive male
Non conosce differenza
Tra il fiorire di una rosa
E la decadenza

Piove su immondizia e tamerici
Sui suoi cinquemila amici
Sui ragazzi e le città
Tanto poi ritorna il sole

Questi versi, che tanto ricordano “La pioggia nel pineto” di D’Annunzio sono provocatoriamente accostati alle dinamiche social, al loro pattume e a quel numero, cinquemila, che fa pensare al limite di amicizie imposto da facebook, al quale quasi mai corrispondono altrettante presenze nella vita reale.

Betty ha sognato di morire
Sulla circonvallazione
Prima ancora di soffrire
Era già in putrefazione
Un bellissimo mattino
Senza alcun dolore

Senza più dolore

E così Betty sogna addirittura di morire in un incidente sulla circonvallazione e di osservare il suo corpo finalmente libero dalle convenzioni che la società moderna impone. In questo incubo travestito da sogno c’è il desiderio di un mondo diverso, libero da schemi, da finzioni, da dipendenze anaffettive che portano solo a falsare se stessi e a sentirsi irrimediabilmente soli.

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