Report/ Gli Almamegretta al Campania Sound Experience

Almamegretta

La quinta serata live del Campania Sound Experience si veste di sonorità alternative rock, reggae e dub, senza mai perdere di vista il panorama partenopeo.

Mercoledì 20 luglio, in Piazza Lumière a Giffoni Valle Piana, dalle 22.00, ad ingresso gratuito, si sono esibiti gli Almamegretta. Sono passati anni da quando Almamegretta e Raiz hanno deciso di lavorare separatamente. Li abbiamo ascoltati insieme sullo stesso palco, per un appuntamento speciale, quello del Festival. “E’ un festival storico che valorizza il sud, dovrebbero esistere più manifestazioni del genere”, afferma Paolo,Pablo, Polcari.

“Non è la prima volta che veniamo ospitati dal festival, e ogni volta ritrovarsi in un ambiente alimentato da giovani e giovanissimi, da molta energia, e speriamo di poter ripagarli con un bello spettacolo”. “Il nostro lavoro ci permette di poter essere legati alle generazioni future. Bisogna sempre saper maturare mantenendo la testa sulle spalle, ed è più difficile farlo quando si fa il musicista. Il bello sta nel poter vedere ciò che le generazioni hanno appreso da te, e cosa tu puoi prendere da loro per poterti costantemente reinventarti.” – prosegue Raiz.

Almamegretta, ovvero “anima migrante” definizione che, non solo da il titolo al loro primo album del 1993, ma identifica precisamente la loro notevole attitudine a variare nel tempo, cercando nuove formule sonore, mettendo in relazione diversi elementi musicali e culturali: “il motore del nostro progetto è la costante fusione tra ciò che siamo e quello che arriva da fuori, dimostrando che mischiare le carte spesso può essere fonte di arricchimento sia artistico che culturale. Noi cerchiamo di rinnovarci di volta in volta, provando a creare nuove fonti espressive”. – afferma Pablo – “E’ sempre interessante dimostrare come attraverso la musica si può andare al di là della realtà. Mescolare culture diverse dal punto di vista geografico e spesso temporale, rifacendoci spesso al passato unito ad un contesto più contemporaneo, è un modo per evadere dalla realtà. Con la musica puoi farlo.”

‘EnnEnne’ è il titolo del loro nuovo disco, uscito il 6 maggio 2016: il titolo è preso in prestito dall’acronimo di “Nescio Nomen”, una delle frasi coniate per registrare all’anagrafe chi nasce da genitori ignoti, come la loro indefinibile mescolanza di generi: “eravamo alla ricerca di una precisa definizione del nostro lavoro – spiega Raiz – e come spesso accade nei nostri lavori, una precisa definizione non esiste se non definirlo come un insieme, un riassunto di diverse realtà. E’ un riferimento alla mescolanza di quello che abbiamo creato”.

Il disco contiene dieci canzoni – nove inediti e una versione di ‘Ciucculatina d’a ferrovia’, vecchio successo di Nino D’Angelo, e riunisce la line-up originaria della band e una serie di collaborazioni e featuring, come Lucariello, Carlo D’Angiò e Cristina Donadio, attrice teatrale e televisiva, co-protagonista nella seconda stagione di Gomorra – La Serie.

Ai ragazzi del Giffoni dedicano poi un pensiero che racchiude il senso del loro far musica, la costante curiosità: “Siate curiosi. Non smettete di voler conoscere, non fermarsi alla prima soluzione. La nostra musica vuole infondere anche il coraggio di provare curiosità per ciò che è ancora sconosciuto”.

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