Stabilizzare la disperazione – “1934” di Alberto Moravia

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“È possibile vivere nella disperazione e non desiderare la morte?” – parte da questo interrogativo del protagonista Lucio 1934, romanzo scritto da Moravia nel 1982 e ambientato nell’anno in cui Hitler uccide tutti gli oppositori del regime durante la Notte dei lunghi coltelli.

Lucio, intellettuale 27enne e antifascista, si reca a Capri per tentare di “stabilizzare la sua disperazione” con la stesura di un romanzo. Giunto alla consapevolezza dell’impossibilità di debellare questo stato emotivo, realizza che l’unico modo per scongiurare la soluzione logica del suicidio è convivere stoicamente con la disperazione, considerandola come condizione normale dell’esistenza. Ma per rendere equilibrata questa rassegnazione, sceglie di affidare alla scrittura il suo malessere interiore, attraverso la storia di un personaggio che si toglie la vita per motivi politici; cioè trasferendo sulla pagina ciò che restava allo stato di intenzione nella sua vita. Lucio decide di servirsi della finzione letteraria per evitare di uccidersi nella realtà:

“Che cosa intendevo per stabilizzare? In qualche modo, immaginando che la mia vita fosse uno Stato, istituzionalizzare la disperazione, cioè riconoscerla, come legge dello Stato medesimo; tutto questo grazie ad una presa di coscienza che mi avrebbe permesso di creare un equilibrio infrangibile fra disperazione e desiderio.”

Durante il viaggio in traghetto verso Capri, luogo scelto per realizzare l’opera, Lucio però incrocia lo sguardo di Beate, riconoscendo nel suo atteggiamento schivo e malinconico la stessa disperazione che lo aveva spinto verso l’isola. La donna, dai folti capelli rossi, è in compagnia del marito, gerarca nazista dalla corporatura robusta. Da questo rapido ma intenso incrociarsi di sguardi, vite e sentimenti, parte l’ossessione di Lucio, che da quel momento comincia a sperimentare tutti i modi possibili per entrare in contatto con la misteriosa donna.

Durante il soggiorno nello stesso albergo, i loro occhi non smettono di fissarsi a vicenda e parlarsi, mentre piccoli gesti cominciano a spianare il terreno di una conoscenza che contempli anche il dialogo. Dopo vari ammiccamenti e messaggi affidati ai libri, i due riusciranno a scambiarsi poche parole in spiaggia e fissare un appuntamento per la notte.

Al messaggio lanciato da Lucio attraverso “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche

Profondo è il suo dolore –

Piacere – più profondo ancora di sofferenza:

Dice il dolore: perisci!

Ma ogni piacere vuole eternità

– vuole profonda eternità

Beate risponde con il volume delle lettere di Heinrich von Kleist, e con una lettera in particolare, che svela all’uomo il motivo dell’interesse ad incontrarsi, non per corrispondenza d’amore, ma per compiere insieme quel suicidio a due che vide lo scrittore tedesco morire insieme all’amante Enrichetta Vogel.

“A Ernst riedrich Peguilhen

Mio carissimo amico, all’amicizia che lei mi ha finora sempre dimostrato così fedelmente è riservato di sostenere una strana prova poiché noi due, cioè il noto Kleist e io, ci troviamo qui da Stimming sulla strada di Potsdam, in uno stato molto imbarazzante in quanto giaciamo uccisi con arma da fuoco e ora facciamo assegnamento sulla bontà di un benevolo amico per affidare le nostre fragili spoglie alla tutela sicura della terra..”

Da questa scoperta nasce in Lucio una profonda crisi, che vede la sua anima dibattersi tra la voglia di consacrare nella morte il suo amore e il desiderio di convincere la giovane ad abbandonare il progetto luttuoso e ad assecondare il suo tentativo di stabilizzazione. Ma la situazione si complica ulteriormente quando Beate va via senza presentarsi all’incontro notturno, ed intervengono altre due donne, la presunta madre e la gemella della donna tedesca, Paula e Trude.

La gemella, pur essendo esteticamente identita alla sorella, presenta delle peculiarità caratteriali completamente opposte, in un gioco di specchi che subito insospettisce e scandalizza Lucio, vittima del fascino irriverente e della spregiudicatezza di Trude. Ma di fronte alle reticenze dell’uomo nel cedere alle sue provocazioni e alla sua determinazione nel raggiungere la sua amata in Germania, le due donne, artefici di un tremendo scherzo, gli rivelano la verità ovvero che Beate non è mai esistita, ma è frutto di una recita portata avanti per sbeffeggiare un casanova italiano qualsiasi.

Beate e Trude sono quindi una sola persona, due facce della stessa realtà storica devastata dal terrore nazista, che alla luce di questa surreale rivelazione si confondono agli occhi di Lucio, in balìa di emozioni contrastanti sulla vera natura dei personaggi che si sono presi gioco di lui. Lucio vuole capire fino a che punto si è spinta la finzione, convinto che la spiritualità emersa dalle azioni di Beate sia reale e conseguenza di un desiderio altrettanto reale e recondito di togliersi la vita.

Il suicidio, a conferma di questa tesi, sarà effettivamente compiuto, ma i cadaveri ad essere ritrovati saranno quelli di Paula e Trude, complici nello scherzo ed amanti segrete, che alla notizia della morte del signor Muller durante la Notte dei lunghi coltelli, decidono di ingerire delle pastiglie letali. A Lucio, ormai trascinato dagli eventi, non resterà altro che prendersi cura delle loro spoglie, così come comunicatogli da Beate prima del gesto definitivo.

Mio carissimo Lucio,

all’amicizia che tu mi hai sempre dimostrato così fedelmente è sempre dimostrato così fedelmente è riservato di sostenere una strana prova poiché noi due, Paula ed io, ci troviamo qui, in località Migliara, ad Anacapri, in uno stato molto imbarazzante in quanto giaciamo uccise dal cianuro e ora facciamo assegnamento sulla bontà di un benevolo amico per affidare le nostre fragili spoglie alla tutela sicura di questa terra italiana”

Tutto il romanzo si sviluppa attraverso una serie di dualismi: amore-morte, intellettualismo-politica, disperazione-stabilizzazione, umanità-animalità, che nel loro alternarsi e confondersi lasciano l’interrogativo iniziale, motore dell’azione, pressocché irrisolto. Sia nella trama che nel cuore del protagonista.

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